Governo, Matteo Renzi: «Non pugnalo Bersani alle spalle. Scriviamo una pagina di storia nuova»

Matteo Renzi

Matteo Renzi parla attraverso la sua newsletter e il suo sito personale. Parla per mettere a tacere tutti i rumors che si stanno inseguendo sul suo conto, a partire da quei virgolettati che oggi gli ha attribuito il CorSera.

Il sindaco di Firenze, che dopo aver perso le primarie aveva affermato che sarebbe tornato a fare il Sindaco e avrebbe comunque agito negli interessi del partito. E in effetti si è prestato anche nell'ultima parte della campagna elettorale (ma senza esagerare: del resto, tutta la campagna elettorale del Pd è stata condotta senza esagerare. Solo in una cosa, il Pd ha esagerato: negli errori), e poi si è chiuso in un lungo silenzio.

Rotto oggi, per rispondere alle voci.

Ovviamente, tutti titolano «Sfidare grillo».

Ma sembra, piuttosto, che il senso ultimo della letterina di Renzi sia un altro.

Intanto, il Sindaco di Firenze rivendica le sue proposte durante le primarie. Giusto, che altro dovrebbe fare?

Poi dice che rimarrà fedele a quel che ha detto:

«Io ho combattuto Bersani a viso aperto quando non lo faceva nessuno, guardandolo negli occhi. Non lo pugnalo alle spalle, oggi: chiaro? Nello zoo del Pd ci sono già troppi tacchini sui tetti e troppi giaguari da smacchiare per permettersi gli sciacalli del giorno dopo».

Giusto anche questo: d'altro canto, non c'è solo la fedeltà al partito, ma anche calcolo personale e politico. Proporsi adesso significherebbe bruciarsi definitivamente.

Infine, ecco il passo in cui parla di sfidare Grillo. Ma va letto nella sua integrità per comprenderlo:

`Grillo non va rincorso, va sfidato. Sulle cose di cui parla, spesso senza conoscerle. Vogliamo riflettere sull'utilizzo della rete in politica? Bene, il nostro comune è un comune che è leader negli open data. Ne parliamo? Vogliamo parlare delle donne in politica? Bene, noi abbiamo la maggioranza di donne in giunta: altrove cacciano le assessore se rimangono incinta. Ne parliamo? Vogliamo parlare di innovazione ambientale? Bene, noi abbiamo fatto il primo piano strutturale a volumi zero, senza mattoni, di una grande città. Ne parliamo?»

E questa sfida deve avvenire per

«recuperare un rapporto con il Paese, con gli italiani. La priorità infatti è rimettersi in sintonia con gli italiani, non giocare al compro baratto e vendo dei seggi grillini. Togliere il finanziamento pubblico ai partiti, subito, come primo atto del nuovo Parlamento, con efficacia immediata sarebbe come dire ai cittadini: Ok, abbiamo capito la lezione. Adesso scriviamo una pagina di storia nuova».

Proviamo a tradurre. Anche se scalpita, Renzi rimane al suo posto (per motivi di opportunità globale e personale, come dicevamo), ma non rinuncia a rilanciare su quella parte dei suoi contenuti che si avvicinavano in qualche modo alle istanze grilline (sorvolando, per il momento, sul suo guardare al centro, manifestato in più d'un'occasione).

La chiosa della lettera, poi, che riguarda la città di Firenze, lascia proprio intendere, in via definitiva, che l'ex avversario di Bersani ha fatto i suoi calcoli ed ora ha deciso di aspettare il suo turno. Che non è questo, ma che potrebbe essere al prossimo giro, a brevissimo. Per saperlo con certezza, però, occorrerebbe avere la palla di cristallo.

Nel frattempo, non si può che prendere atto del fatto che tutti i rumors che lo vorrebbero disposto ad atterrare a Palazzo Chigi sono infondati.

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