Presidente della Camera 2013: è Laura Boldrini

16 marzo 2013: il presidente della Camera eletto il 16 marzo 2013 è Laura Boldrini, deputata di SEL (scopri chi è Laura Boldrini).

15 marzo 2013: alla Camera, il Pd gode della maggioranza assoluta dei parlamentari. Ma non è sufficiente per l'elezione immediata del Presidente di Montecitorio, che necessita dei due terzi dei deputati, per essere eletto al primo turno e nel corso della prima seduta.

Poi, come spieghiamo più sotto, il quorum scende. Ma c'è ancora enorme incertezza su chi possa effettivamente ricoprire questo incarico in quella che si prospetta una legislatura molto breve. Staremo a vedere.

Presidente della Camera: i poteri e come si elegge

Il Presidente della Camera dei Deputati è la terza carica dello Stato, dopo il Presidente della Repubblica e il Presidente del Senato. Come il suo omologo di Palazzo Madama, ha l'incarico di rappresentare la Camera e di moderare il dibattito in aula. Inoltre, ha il potere di stabilire in quale commissione far esaminare i disegni di legge e presiede le Camere in seduta comune per l'elezione del Capo dello Stato.

Come viene eletto? Il Presidente della Camera viene eletto durante la prima seduta della legislatura (quando la Camera è presieduta dal deputato più anziano). Al primo scrutinio si elegge a maggioranza dei due terzi con quorum, al secondo scrutinio a maggioranza dei due terzi dei presenti (contando anche le schede bianche) e a maggioranza dei presenti dal terzo in poi. Con l'attuale legge elettorale che dà un ampio premio di maggioranza alla coalizione vincente, l'elezione del presidente della Camera non è mai stata particolarmente combattuta. L'elezione avviene a scrutinio segreto.

Di concerto con il Presidente del Senato nomina i membri delle Autorità Garanti, il Consiglio di amministrazione della Rai e il Consiglio di Presidenza della Corte dei Conti. In caso di dimissioni del Presidente della Repubblica, spetta al Presidente della Camera indire l'elezione del nuovo Capo dello Stato convocando le due camere in seduta comune entro 15 giorni.

Visti i poteri conferitigli, nel corso della Prima Repubblica era tradizione affidare la presidenza di una delle due Camere a un membro dell'opposizione, anche per evitare battaglie per l'elezione. Solitamente, era Montecitorio a essere affidato all'opposizione, ed è per questo che la Camera è stata guidata da due esponenti del PCI come Nilde Iotti e Pietro Ingrao e a un socialista come Sandro Pertini. La consuetudine si è interrotta nel 1994 con la vittoria di Silvio Berlusconi che ha preteso la presidenza di entrambe le Camere. Più di una volta si è parlato di ripristinare la tradizione.

Il presidente della Camera più a lungo in carica nell'età repubblicana è stata Nilde Iotti, che ha presieduto Montecitorio per tre legislature, ininterrottamente dal 1979 al 1992. Quello che invece è stato per meno tempo sullo scranno è Oscar Luigi Scalfaro, che lasciò la presidenza della Camera un mese dopo l'elezione perché nel frattempo era stato nominato Presidente della Repubblica.

E sono diversi i Presidenti della Camera divenuti Capi dello Stato: oltre a Scalfaro, anche Giorgio Napolitano, Giovanni Gronchi, Giovanni Leone e Sandro Pertini. Più raro invece che un presidente della Camera vada a Palazzo Chigi: è successo al solo Leone. La più giovane presidente della Camera è stata invece Irene Pivetti, che aveva 31 anni. Il record potrebbe essere battuto dalla grillina Marta Grande, che di anni ne ha 25.

Nelle ultime legislature, il ruolo di Presidente della Camera è stato oggetto di una sorta di "maledizione": sia Fauto Bertinotti (presidente dal 2006 al 2008) che Gianfranco Fini non sono stati rieletti dopo aver presieduto Montecitorio.

Foto © Getty Images

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