No Berlusconi Day o Sì Berlusconi Day? La sfida è su internet


Il No Berlusconi Day è la manifestazione organizzata a Roma per il 5 dicembre per chiedere le dimissioni del premier. Promotore un gruppo di Facebook, che conta un numero impressionante di fan (266mila nel pomeriggio di ieri) e che è riuscito ad ottenere l'adesione alla sua iniziativa di due partiti come IdV e Rifondazione Comunista (ma non quella del PD).

La novità è che da qualche giorno viene promossa anche un'altra manifestazione, identica ma di segno esattamente contrario: il Sì Berlusconi Day. Promotori i Club della Libertà, che sostengono la necessità di scendere in piazza

per difendere libertà e democrazia dai tanti nemici che da quindici anni cercano con ogni mezzo lecito e sopratutto illecito di sovvertire la volontà del popolo italiano

Non si è fatta attendere la risposta del gruppo "Una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi", che l'ha messa sul piano dell'agenda-setting:

Per la prima volta nella storia di questo Paese un partito pieno di soldi come il PDL governato dall’uomo più ricco e potente d’Italia è costretto ad inseguire una manifestazione nata dalla Rete. I vari circoli della libertà hanno lanciato il SiBerlusconiDay per il 5 dicembre ore 14 in piazza della Repubblica. Che coincidenza!

Un altro punto di constrasto tra le due fazioni è di tipo pratico e legale. I Club della Libertà hanno infatti più o meno provocatoriamente convocato i propri sostenitori nello stesso luogo (Piazza della Repubblica a Roma) e nello stesso giorno (sabato 5 dicembre) del No Berlusconi Day.. senza specificare tuttavia con precisione l'ora dell'adunanza.

Questo ha suscitato un'altra presa di posizione polemica da parte degli avversari:

Il SìBerlusconiDay è una bufala tirata fuori da un tizio che lavora per Berlusconi. E' evidente che non possono manifestare in piazza della Repubblica sabato 5 dicembre: non sono autorizzati per farlo e noi invece sì. A meno che non facciano una legge per vietare le manifestazioni democratiche e regolarmente autorizzate. Chissà, magari diventa una nuova priorità parlamentare...

Al di là di questi "dettagli", l'iniziativa dei Club della Libertà sembra rischiosa anche da un'altro punto di vista: metterla sul piano della prova di forza, misurata dal numero delle persone presenti in piazza, sembra incauto per i sostenitori del Cavaliere.

Innanzitutto perchè storicamente (fin dalle "piazze piene e urne vuote" del '48) l'elettorato di centro-destra è molto più propenso a recarsi a votare per i propri partiti e leader di riferimento che a manifestare per loro.

Le cosiddette "maggioranze silenziose" non amano la piazza nè i manifestanti, ed è spesso anzi proprio questa avversione a motivare il loro voto per i partiti più conservatori e meno "movimentisti".

In secondo luogo, lanciare la sfida sul terreno di Internet - per di più a sole tre settimane dall'appuntamento - ha un che di suicida: per vari motivi, che ho cercato di argomentare recentemente su queste pagine, l'accesso e l'utilizzo della rete sono infatti in Italia fattori che aumentano il numero di fonti consultate sulla politica e, di conseguenza, la percezione che in Italia vi sia un problema di libertà di stampa sui media più tradizionali. Tutte cose che non possono certo fare piacere al premier.

L'iniziativa dei Club della Libertà sembra dunque fin da ora votata all'insuccesso: nel pomeriggio di ieri il numero di iscritti al relativo gruppo su Facebook si limitava a poco più di 1200 persone: circa lo 0,4% degli aderenti al No Berlusconi Day alla stessa ora.

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