Governo: chi è "l'altra figura del PD" dopo Bersani?


Il Pdl vuole un'altra figura con cui trattare nel PD nel caso in cui il tentativo di accordo di Bersani con il Movimento 5 Stelle non andasse in porto. Beppe Grillo attacca un giorno sì e l'altro pure Pierluigi Bersani, ma c'è chi dice che potrebbe accettare il compromesso con un altro candidato premier. Giorgio Napolitano non sarebbe intenzionato a dare un mandato senza una maggioranza certa. Insomma, per il segretario che alle urne "è arrivato primo ma non ha vinto" sembra che la strada per Palazzo Chigi sembra irrimediabilmente compromessa. Persino gli ex bersaniani di ferro come Alessandra Moretti, la portavoce del segretario, fa sapere dalle pagine del Corriere che se si individuerà un'altra figura, tutti dovrebbero lavorare in quella direzione.

È evidente che sia nel PD che negli altri partiti si sia già alla fase del "dopo" Bersani – ed è paradossale che il Pdl provi a rottamare il segretario PD, nonostante Berlusconi sia rimasto in sella a dispetto di tre sconfitte elettorali (o due e mezzo). Sull'identikit di questa "altra figura" ovviamente pesa il compito che dovrà avere, se cioè dovrà cercare l'appoggio del M5S o aprire la strada al governissimo.

Matteo Renzi. È il nome che viene fatto più insistentemente da lunedì sera, a urne ancora calde. Andrebbe bene al Pdl (Berlusconi si è sempre detto un suo estimatore), e nel PD i bersaniani non potrebbero muovere troppe obiezioni. È difficile invece che possa andare a genio a Grillo, visto che i due non si sono mai risparmiate frecciate. Ma, a parte questo, e a dispetto del titolo del Corriere (smentito poi dallo stesso contenuto dell'articolo), è tutto da vedere che Renzi voglia farsi coinvolgere in una situazione che lui stesso ha cercato di evitare. Meglio, dal suo punto di vista, restare a guardare fino alle prossime elezioni, e poi candidarsi.

Enrico Letta. La soluzione ideale per "l'inciucio" tra PD e Pdl. Braccio destro di Bersani, non avrebbe problemi a rappresentare la maggioranza del partito, e nel centrodestra è stato sempre visto come una figura con cui dialogare. Il M5S si fregherebbe le mani, perché un governo con Enrico Letta premier, e magari suo zio Gianni sottosegretario sarebbe il viatico per un altro "boom" di Grillo quando si tornerà a votare.

Vasco Errani. Governatore dell'Emilia Romagna e uomo vicinissimo a Bersani, è visto come l'uomo del dialogo con il Movimento 5 Stelle. Subito dopo l'ufficializzazione del risultato elettorale, è stato proprio Errani a ricevere l'incarico di sondare il terreno con i grillini locali, che in Emilia Romagna sono molto presenti. Ed è stato Errani il regista dell'incontro tra il sindaco di Bologna Merola e il suo omologo di Parla Federico Pizzarotti, il primo e finora unico abboccamento tra PD e M5S. Secondo Linkiesta, il PD potrebbe proporre a Grillo l'ipotesi di Errani premier e fare un accordo per il prossimo governatore della Regione rossa.

Fabrizio Barca. È il nome a cui starebbe pensando Giorgio Napolitano. Attuale ministro della Coesione Territoriale, economista di fama internazionale ma proveniente dalla Federazione Giovani Comunisti, che lasciò presto per studiare a Cambridge, sarebbe molto gradito al PD (di lui si era parlato anche come candidato alla segreteria) ma viene visto come uomo della trattativa in grado di parlare al Pdl (con cui ha sempre avuto rapporti cordiali), ma anche al Movimento 5 Stelle

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