La destra in Italia: quale futuro?

Si è molto dibattuto sulla disfatta elettorale della Sinistra Arcobaleno. La suddivisione in mille rivoli (Sinistra Critica, Partito Comunista dei Lavoratori, Per il Bene Comune...) non ha certo giovato agli orfani del vecchio P.C.I., che per la prima volta nella storia repubblicana si ritrovano senza rappresentanti in Parlamento. Oggi però intendiamo occuparci dell'altra faccia della medaglia, vale a dire le forze politiche schierate alla destra di AN... pardon, del PDL.

Un tempo in Italia esisteva l'arco costituzionale, ovvero un'invenzione "democratica" volta ad escludere il Movimento Sociale Italiano. In pratica un cartello politico antifascista, che spesso utilizzava questo unico punto in comune per trovare degli accordi per così dire trasversali. Anche il vecchio MSI conobbe più di una scissione, vedi Democrazia Nazionale e Fascismo e Libertà, ma perlopiù mantenne aggregata l'area dell'estrema destra parlamentare, fino ad aggiungere orgogliosamente al proprio nome il suffisso Destra Nazionale.

Ora l'area del vecchio MSI è occupata da La Destra, che alle scorse elezioni ha sfiorato il milione di consensi, raggiungendo il 2%, una quota ben lontana dalla soglia della rappresentanza del 4%. E questo nonostante la sovraesposizione del suo unico candidato presentabile, Daniela Santanchè, che con il suo indubbio carisma ha salvato il partito dalla morte politica, che potremmo definire effetto Boselli.

E allora che futuro potrà avere l'area Storace-Santanchè in questa nuova congiuntura politica? Si può parlare di nascita di un nuovo soggetto capace di collocarsi nell'area a destra del PDL sulla falsariga del vecchio MSI? (Ricordiamo che quest'ultimo arrivò ad ottenere un consenso vicino a quello della Lega attuale, e che anche nei tempi bui veleggiava intorno al 4%.) La risposta è probabilmente no, non esiste più uno spazio politico del genere, per svariati motivi, i più importanti dei quali sono la fine della nostalgia per il fascismo e l'occupazione di questo spazio ad opera di altri partiti.

In altre parole, ai tempi della DC un liberale schifato dai quadri e pentapartiti che cosa poteva fare se non votare di protesta, sempre nella speranza di vedere un giorno la nascita di un grande partito conservatore (all'epoca anche il PLI di Zanone diceva di non essere di destra, quasi fosse una parolaccia). Ora questo partito c'è, che piaccia o no, e se anche non piace c'è la Lega. Dunque, per una forza politica come La Destra, al di là del carisma di Storace e Santanchè, la vedo veramente dura. Non solo. La vedo proprio come uno spreco di risorse, perché un ministro come la Daniela nazionale avrebbe consentito di evitare la ridda di nomi anche rispettabili, ma molto meno autorevoli come Poli Bortone, Carfagna e compagnia rosa. In attesa (o nella speranza) che Daniela Santanchè torni all'ovile, vi proponiamo uno storico filmato del segretario dell'MSI Giorgio Almirante, ai tempi in cui l'eloquenza poteva salvarti la vita.

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