Luca Casarini si ricicla come imprenditore contro le tasse


Ve lo ricordate? Luca Casarini, leader dei Disobbedienti e delle Tute Bianche al G8, avanguardia estrema dei pacifisti (ma anche violenti) e sempre in prima linea durante gli scontri con le forze dell'ordine. Ce lo ritroviamo in una nuova e inedita veste: imprenditore del nord est che si batte contro le tasse e pro disobbedienza fiscale

Da novello iscritto alla Cgia si vuole mettere alla guida degli artigiani contro il fisco iniquo e gli studi di settore

Parlo da chi è costretto a sostenere i costi im­pressionanti di un’impresa che si affaccia sul mercato. Il lavoro devi cercartelo, non sei sicuro di averlo, te lo devi guadagnare, conquistare. E sei soggetto a una tassazione da lavoro stabile e sicuro. Tutto questo trasforma i piccoli impren­ditori in schiavi del Fisco


e attacca tutti nella sua nuova versione imprenditoriale

Io sono contro il Fisco iniquo. E’ ipocri­ta la sinistra che guarda alle partite Iva come eva­sori. A dirlo sono soprattutto quei politici che non hanno mai fatto altro in vita loro. Si aprano una partita Iva e poi ne riparliamo. Io so­no per un federalismo vero, per una contrattazio­ne più vicina con il potere

Conclude cercando di spiegare la sua giravolta

Io sono sempre stato dalla parte dei più de­boli. Ora sono contro la grande industria e a fa­vore delle partite Iva che rappresentano il nuovo tessuto produttivo di base. Il mondo è cambia­to, Marx non basta più. E poi lo diceva lui stes­so: diffidare dei marxisti

Sembrano finiti i bei tempi da no global nullafacente, quando l'obiettivo di giornata era tirare un sasso alla polizia o sfasciare qualche vetrina nel segno di "un altro mondo è possibile". Ora che arrivano le responsabilità si rimangia a fatica i suoi ideali per abbracciare un leghismo libertario e semimarxista. Coerenza questa sconosciuta...

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