Politica caos: o il Governo del Presidente o l'Italia in mano a Grillo (o Berlusconi)

Almeno dagli anni ’20 del 900 ad oggi gli italiani sono stati fra i “migliori” in Europa a entrare nelle “tempeste perfette” – come si dice oggi – o meglio, più direttamente, a infilarsi nel “cul-de-sac”.

Dopo la fine della Grande Guerra e dopo la Rivoluzione d’Ottobre, per salvarci dai comunisti di Bordiga-Gramsci-Togliatti che volevano “fare come in Russia” abbiamo inventato il fascismo con le note tragiche conseguenze. Grazie (anche) ai comunisti ci siamo poi liberati del giogo nazifascista. Ma è stata poi la Democrazia Cristiana (oltre la spartizione del mondo a Yalta) a farci evitare la fine dei Paesi dell’Est nella tenaglia russa, però con il Pci della “via italiana al socialismo” capace di limitare a sua volta l’integralismo (e non solo) della Balena bianca.

Pur divisi da steccati ideologici, gli italiani hanno sempre trovato il bandolo della matassa, alla fin fine in difesa degli interessi generali della Nazione. La magistratura (e non solo) ha inferto il colpo di grazia alla prima Repubblica delle tangenti “legalizzate”, poi 20 anni di berlusconismo e antiberlusconismo ci hanno portato qui, in mezzo al guado, con la partitocrazia-piovra, famelica e incapace, a soffocare il belpaese.

Infine arriva Beppe Grillo, da zero primo partito alla Camera, che ricordando Lenin con la ramazza in mano, vuole spazzar via tutto. Qui siamo, dentro una situazione economica e morale mai così negativa e allarmante.

Ora, ammesso che il M5S possa salvare l’Italia dalla Casta politica, chi ci salverà poi da Grillo? Berlusconi con le sue fanfaronate populiste e demagogiche? Bersani con il Pd né carne né pesce, di fatto senza bussola, senza timone, senza timoniere?

Almeno un quarto degli italiani non va a votare; metà dell’elettorato vota per Grillo e per Berlusconi leader sempreverde di una destra sempre in cerca d’autore; metà degli italiani accettano tutto e tutti pur di non farsi governare dalla sinistra (ex Pci-Pds-Ds-Pd o come si chiamerà poi), tant’è che ancora una volta il centrosinistra perde elezioni già date per vinte.

Ora, da prassi e grazie al regalo alla Camera della truffa del Porcellum, tocca a Bersani dare le carte per il primo giro. Ma, per i troppi niet, senza speranza. Il segretario del Pd, sempre in ritardo e sempre succhiaruote, si illude di convincere Grillo ad appoggiare un governo di minoranza, con riforme anti Casta copiate dal comico genovese. Il Pd è in alto mare, diviso e smarrito, non sa dove andare e con chi.

Allora? Tocca ancora al vecchio saggio Napolitano – il cui mandato scade il 15 maggio - tagliare il bubbone. Altra via non c’è, se non la nomina di un nuovo governo tecnico: riforma elettorale, rilancio dell’economia dentro gli accordi con l’Europa. Sì, è il governo pro tempore del Presidente. Prendere o lasciare. Grillo è già pronto per il pieno. Anche Berlusconi.

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