Schifani avvisa i finiani: Compattezza o si torna al voto. Elezioni anticipate a marzo?



La bomba di ieri sono state le dichiarazioni del Presidente del Senato Renato Schifani all'inaugurazione dell'anno accademico del collegio universitario Lamaro Pozzani. Le parole della seconda carica dello stato potrebbero anche apparire di semplice buon senso, se non fosse che in politica tutto ha un significato ben preciso e, in questo caso, evidentemente ispirato da Berlusconi.

«Compito del governo è lavorare per realizzare il programma concordemente definito al momento delle elezioni. Compito dell'opposizione è esercitare il proprio ruolo di critica e di proposta alternativa, in coerenza con il proprio mandato elettorale. Compito della maggioranza è garantire che in Parlamento il programma del governo trovi la compattezza degli eletti per approvarlo. Se questa compattezza viene meno, il risultato è il non rispetto del patto elettorale. Se ciò si verificasse, giudice ultimo non può che essere, attraverso nuove elezioni, il corpo elettorale».

Che si traduce così: Berlusconi è stufo delle interferenze su ogni provvedimento da parte della sua stessa maggioranza, in particolare su processo breve e varie riforme giudiziarie. Dunque i suoi "oppositori" interni, a partire da Fini e dai suoi, si adeguino oppure si vada a elezioni anticipate e ci penserà il popolo a farli tacere.

Poco democratico? Tutto il contrario. Fin troppo democratico, oseremmo dire. Ma il problema è che stavolta non è detto che il popolo si esprima plebiscitariamente a favore del Cavaliere. Una nuova affermazione del centro-destra non sembra in discussione, ma il consenso potrebbe spostarsi dal centro berlusconiano dell'alleanza alle periferie leghiste/finiane e mettere ancor più in difficoltà il progetto del Presidente del Consiglio.

In conclusione registriamo anche la reazione dei finiani tramite il deputato Fabio Granata, che abbiamo apprezzato nell'ultima puntata di Annozero:

«C'è un clima irrespirabile, ma non per colpa nostra. Da parte nostra non c'è una volontà di arrivare alla rottura o alle elezioni, ma nessuno può pensare di evitarle riportando tutto a un pensiero unico. La compattezza non è essere fedeli alla linea come se fossimo in una caserma, ma rispettare i patti sulla giustizia e anche avere compattezza su questioni come quella di Cosentino»

  • shares
  • Mail
11 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO