Conclave 2013: le congregazioni dei cardinali e i giochi politici

Conclave 2013: le congregazioni dei cardinali e i giochi politici

Oggi, alle 9,30 inizia la prima congregazione generale dei cardinali in vista del Conclave. A convocarla è stato Angelo Sodano, decano del Collegio cardinalizio:

Il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, ha proceduto a convocare gli Em.mi Cardinali alla prima Congregazione Generale, in base a quanto è previsto dalla Costituzione Apostolica «Universi Dominici gregis». Detta prima Congregazione Generale avrà luogo il lunedì 4 marzo alle ore 9.30 nell’Aula Paolo VI, Sala del Sinodo dei Vescovi. È prevista pure una seconda Congregazione Generale nel pomeriggio, alle ore 17, nello stesso luogo.

Le congregazioni generali e quelle particolari

In vista del Conclave ci sono due tipi di congregazioni cardinalizie: generale e particolare. Alla congregazione generale partecipano tutti i cardinali presenti a Roma, anche quelli ultraottantenni. Compito di questa congregazione è discutere e approvare le cose più importanti della chiesa in periodo di sede vacante, stabilire la data del Conclave e assegnare le stanze della Casa Santa Marti agli elettori. Stando alle voce di corridoio la data più probabile per l’inizio del Conclave è lunedì 11 marzo 2013. Ma tutto può cambiare. Tecnicamente parlando queste congregazioni non sono coperte dal segreto, anche se va notato che nel 2005 il cardinal Ratzinger (che allora era decano del collegio cardinalizio) impose il silenzio anche a questa fase di pre-conclave.

C’è poi la congregazione particolare che è formata dal camerlengo (il cardinal Tarcisio Bertone) e tre cardinali sorteggiati tra gli elettori (cioè tra quelli che hanno meno di ottant’anni ed eleggeranno il papa). Questi tre cardinali restano in carica tre giorni e poi si procedere a nuovi sorteggi. Il camerlengo è sempre fisso, invece. Le congregazioni particolari devono discutere e decidere di questioni meno importanti.

Tanto la congregazione generale quanto quella particolare sono una forma di democrazia, anche se sarebbe meglio parlare di oligarchia.

I giochi politici

In vista dell’elezione del prossimo pontefice c’è chi parla di “vendetta della diplomazia”. Scrive Marco Tosatti:

Fra Benedetto XVI e la casta dei diplomatici in talare i rapporti non sono mai stati buoni; e adesso assistiamo, nei giochi del pre-Conclave all’estremo tentativo di riportare in primo piano la categoria. I nunzi – o almeno una parte consistente di loro, e certamente i loro capofila, che fanno capo all’eminenza Angelo Sodano, al Prefetto per le Chiese Orientali Sandri, e al cardinale Paolo Sardi, patrono dell’Ordine di Malta - hanno sofferto alcune scelte e decisioni del regno. In primo luogo la scelta del Papa di non ricevere più i nunzi, salvo casi straordinari. Doveva riceverli Bertone, ma anche lì a quanto pare non hanno avuto molta soddisfazione…La seconda decisione, è forse fondamentale per le fortune del Pontificato di Benedetto XVI. Come Segretario di Stato, dopo una breve parentesi Sodano, ereditato dal predecessore, ha scelto un non-diplomatico, Tarcisio Bertone. Una scelta che è stata considerata da parte di buona parte della casta come uno schiaffo.

Si parla anche di ticket all’americana: cioè far confluire i voti su un cardinale “esterno” alla Curia assicurandosi che il nuovo pontefice scelga poi come Segretario di Stato uno che, invece, conosca bene la Curia. Si domanda Andrea Tornielli:

L'idea del ticket non è nuova nella storia recente della Chiesa: è noto infatti che qualcosa di simile accadde nel conclave dell'ottobre 1958, quando alcuni porporati della Curia romana si assicurarono che in caso di elezione il patriarca di Venezia Angelo Roncalli non nominasse Segretario di Stato l'arcivescovo di Milano Giovanni Battista Montini, ma scegliesse monsignor Domenico Tardini. Che in effetti venne nominato la sera stessa dell'elezione di Giovanni XXIII. La storia si ripeterà nei prossimi giorni?

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