Governo: gli otto punti di Bersani

Otto punti di Pier Luigi Bersani

Pier Luigi Bersani ci prova ancora. Ieri sera, in studio da Fabio Fazio, mentre tutti i riflettori erano puntati sulla convention Romana dei "grillini" che si presentavano a loro stessi e facevano prove tecniche di organizzazione, mentre a In Onda si parlava ancora dell'inverosimile prorogatio, il leader del Partito Democratico mandava l'ennesimo messaggio a Grillo (il quale, nel frattempo, ieri attaccava l'articolo 67 della Costituzione, come monito per blindare i suoi):

«Ha un movimento che ha un terzo dei parlamentari, decida che vuole fare altrimenti andiamo tutti a casa, anche lui».

E poi presentava i suoi otto punti. Ovvero, quelli che potrebbero essere i punti di governo minimi per provare a trovare un accordo con il Movimento Cinque Stelle (il quale, però, continua, per bocca del suo leader, a chiudere ogni possibilità in merito, va detto).

Eccoli qui, gli otto punti


    1. Legge anticorruzione
    2. Conflitto di interessi
    3. Costi della politica
    4. Economia verde e urgenza sociale
    5. Riforma diritti civili
    6. Riforma dei partiti
    7. Urgenza lavoro
    8. Scuola e diritto allo studio


Il tentativo di trovare una convergenza è evidente.

E tutto sommato non sembra neanche un tentativo disperato, anche se si tenderà a vederlo così.

Si tratta di politica. E della volontà di provare a fare, come aveva spiegato Civati a Polisblog, qualcosa di inedito in pochi mesi per poi tornare alle urne.

Ma non è affatto detto che ci si riesca.

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