Quanto guadagneranno i parlamentari del M5S?

Movimento Cinque Stelle - Riunione degli eletti
Ieri si sono riuniti in "conclave" a Roma per conoscersi e organizzarsi, fra 11 giorni faranno il loro ingresso ufficiale a Montecitorio e Palazzo Madama per "aprirli come una scatoletta di tonno". E, stando al Codice di Comportamento, si taglieranno una parte dell'indennità parlamentare. Su questo punto però è nato un piccolo giallo, perché dopo la pubblicazione del codice di comportamento parlamentare, il neo-deputato Pd Pippo Civati ha scritto sul suo blog

In sostanza, i deputati del M5S – a conti fatti – rinunceranno a 2500 euro al mese.
Ecco, volevo lo sapeste: i parlamentari del Pd guadagnano già (e guadagneranno) di meno, perché sono tenuti a versare 3-4000 euro al proprio partito (e se il partito vi rinunciasse, come ho già proposto, li lascerebbero allo Stato):

Davvero i neoeletti a 5 Stelle guadagneranno di più dei colleghi del Pd? Per scoprirlo occorre fare un po' di conti in tasca ai parlamentari.

I parlamentari non hanno uno stipendio prestabilito, ma loro indennità si compone di diverse voci, quindi ogni parlamentare guadagna una cifra diversa a seconda di diversi parametri che vedremo. Inoltre ci sono alcune differenze tra Camera e Senato. Riprendendo un'analisi di Francesco Lanza, analizziamo l'indennità di un deputato.

L'indennità mensile lorda ammonta a 10.435,00 €, da cui vanno detratti 784,14 € di TFR (che verrà restituito a fine legislatura) e 526,66 € di copertura sanitaria (che funziona come un'assicurazione) Poi ci sono le tasse vere e proprie, e l'indennità netta ammonta a 5.246,54 o a 4.750 € se il deputato svolge un altro lavoro.

La seconda parte dello "stipendio" dei deputati è costituita dalla diaria, il rimborso spese per il soggiorno a Roma (ma vale anche se il deputato è di Roma), che ammonta alla cifra forfettaria di 3.503,11 € al mese, da cui si detraggono 206,58 € per ogni giorno di assenza, che sale se l'assenza riguarda anche i lavori in Commissione.

Poi c'è il rimborso spese: per il 50% è una cifra forfettaria, 1845 € al mese, per l'altro 50% il deputato deve rendicontare le spese sostenute per l'attività politica, fino a un massimo di altri 1845 € al mese.

Poi ci sono le spese di trasporto e di viaggio. Non solo i deputati viaggiano gratis su treni, aerei e navi, ma hanno diritto a un rimborso trimestrale, che ammonta a 3323,70 € per chi risiede a meno di 100 km dall'aeroporto più vicino, e a 3995,10 € per chi risiede a più di 100 km. Per concludere c'è il rimborso delle spese telefoniche per 3098,74 € l'anno, 258,23 al mese.

Facendo una somma che prenda in considerazione i numeri più bassi di ciascuna voce, un deputato prende un minimo di 11464 € al mese, non calcolando le decurtazioni per le assenze. Ora, nel codice del M5S si dice:

L’indennità parlamentare percepita dovrà essere di 5 mila euro lordi mensili, il residuo dovrà essere restituito allo Stato insieme all’assegno di solidarietà (detto anche di fine mandato). I parlamentari avranno comunque diritto a ogni altra voce di rimborso tra cui diaria a titolo di rimborso delle spese a Roma, rimborso delle spese per l’esercizio del mandato, benefit per le spese di trasporto e di viaggio, somma forfettaria annua per spese telefoniche e trattamento pensionistico con sistema di calcolo contributivo.

Quindi i neoeletti a 5 stelle si decurteranno solo la prima voce dello stipendio, l'indennità vera e propria, ma non tutte le altre voci. Neanche la diaria che era stata oggetto della proposta di referendum anti-casta a cui i grillini in un primo momento avevano guardato con simpatia.

Alla fine dei conti, degli oltre 11.000 euro mensili netti, i 5 stelle rinunceranno a 2.500 euro al mese secondo Civati, 2.623 secondo Lanza. Insomma, siamo lì. Oltretutto non è chiaro come faranno i grillini a calcolare il netto, visto che l'assegno dello Stato sarà unico, e dovranno decidere se il netto si calcola sul lordo ideale di 5.000 euro o anche sulle detrazioni per il TFR e la copertura sanitaria.

I parlamentari del Pd, come anche quelli degli altri partiti esclusi quelli che sono nel Gruppo Misto, versano un contributo variabile (Civati parla di 3-4.000 euro) nelle casse del partito. Certo, non è la stessa cosa che restituirlo allo Stato o, come in Sicilia, creando un fondo per le PMI, ed è per questo che Civati ha proposto al Pd di lasciare allo Stato i 3-4000 euro devoluti al partito.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO