Conclave: la storia


Con la convocazione della congregazione generale dei cardinali comincia ufficialmente la strada che porta al Conclave 2013 per scegliere il successore di Papa Benedetto XVI. La riunione per eleggere il Papa si tiene fin dagli albori del cristianesimo - con forme e modi diversi - ma il conclave propriamente inteso nasce nel 1118 per l'elezioni di Papa Gelasio II, eletto da cardinali riuniti nel Monastero di San Sebastano sul Palatino, luogo tenuto chiuso e segreto al pubblico per cercare di evitare le interferenze che regolarmente inficiavano l'elezione dei successori di Pietro.

Perché si chiama così. La parola conclave (dal latino "cum clave") ha invece un origine diversa e risale al 1270: gli abitanti di Viterbo (allora sede papale) chiusero a chiave i cardinali nel palazzo del Papa scoperchiando il tetto e mettendoli a pane e acqua, per costringerli a eleggere un nuovo Pontefice dopo 19 mesi di stallo. Ci vollero comunque oltre 1000 giorni per eleggere Papa Gregorio X. In seguito a questo episodio fu proprio Papa Gregorio X a "istituzionalizzare" le privazioni a cui sono costretti i cardinali durante il conclave, per constringerli a trovare una soluzione in tempi accettabili.

Le regole. Secondo quanto deciso da Gregorio X, i cardinali elettori e il loro accompagnatore, dieci giorni dopo la morte del papa, si riuniscono in una grande sala del palazzo in cui risiedeva il papa defunto e lì si segregano spontaneamente. Se dopo tre giorni nessuna decisione viene presa, il vitto viene ridotto a una sola portata per pasto; dopo altri cinque giorni viene fornito solo pane, vino ed acqua. Inoltre, durante il conclave sono sospese le rendite. Queste regole sono state sostanzialmente mantenute immutate, mentre altre ne sono state aggiunte, soprattutto da Paolo VI nel 1970, che ha escluso i cardinali ultraottantenni dagli elettori e ha fissato in 120 il numero del collegio degli elettori.

Come funziona. Nel Conclave 2013 saranno 116 i cardinali elettori, che potrebbero scendere fino a 112 perché due cardinali sono in dubbio per motivi di salute e due perché compiono 80 anni a marzo, ma la data non è ancora stata fissata. I cardinali elettori sfilano uno a uno pronunciando il giuramento con la mano sul Vangelo che li obbliga al silenzio. A quel punto il mastro delle celebrazioni liturgiche pronuncia la formula "extra omnes", fuori tutti, poi i cardinali si ritirano fino all'elezione del nuovo papa. Per raggiungere un quorum di voti valido è necessario una maggioranza dei voti pari ai 2/3 dei votanti. A partire dal 34º scrutinio si procede al ballottaggio tra i due cardinali più votati all'ultimo scrutinio. La maggioranza dev'essere sempre di due terzi, ma i due ultimi papabili rimasti perdono il diritto di voto.

Come si vota. I cerimonieri consegnano 2 o 3 schede a ogni elettore, che vengono compilate, piegate e a metà e portate all'altare. Giurando di aver votato per "colui che, secondo Dio, ritengo debba essere eletto" la scheda viene deposta su un piatto e fatta scivolare nel calice-urna. Dopo il voto, gli scrutatori verificano che le schede corrispondano al numero degli elettori passandole da un calice a un altro, quindi si procede allo scrutinio. I Revisori controllano il voto e in seguito bruciano le schede. Una fumata nera dal comignolo della cappella Sistina indica che non è stata presa una decisione, una fumata bianca (ottenuta con l'aggiunta di sostanze chimiche), indica che è il nuovo Papa è stato eletto.

La stanza delle lacrime. Al termine del conclave il papa neo-eletto si ritira nella "stanza delle lacrime", cioè la sacrestia della Cappella Sistina, per indossare per la prima volta i vestimenti papali con i quali si presenterà in pubblico dalla Loggia delle benedizioni della basilica di San Pietro. Perché Stanza delle lacrime? Per il fatto che, secondo la tradizione, è in questa sala che, mentre viene vestito, il nuovo Papa si rende conto del peso e della responsabilità che gli tocca e, sopraffatto, scoppia in lacrime.

Habemus Papam. Il nuovo Papa torna nella Cappella Sistina e rilegge il testo di Matteo (16,13-19) con il quale Cristo promette a Pietro e ai suoi successori il primato del ministero apostolico. A questo punto i cardinali si accostano al neo Pontefice per promettergli obbedienza viene intonato il Te Deum e il Conclave ha termine. Il Cardinale protodiacono si affaccia dalla loggia della Basilica di San Pietro e dà l'annuncio della nuova elezione con l'Habemus papam; dopodiché il nuovo Pontefice pronuncia la benedizione Urbi et Orbi.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO