Governo: come si forma e che poteri ha

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Il Governo della Repubblica Italiana rappresenta il potere esecutivo ed è composto dal Presidente del Consiglio e dal Consiglio dei Ministri. Il Presidente del Consiglio, una volta incaricato dal Capo dello Stato, ha il compito di formare il governo presentando al Quirinale una lista di ministri, che il Presidente della Repubblica è chiamato ad approvare.

Il governo entra nell'esercizio delle sue funzioni dopo aver prestato giuramento, ma deve comunque ottenere la fiducia da entrambi i rami del Parlamento. Cessa le sue funzioni in caso di dimissioni del Presidente del Consiglio o quando viene meno la fiducia in Parlamento. Il governo non è collegato alla durata di una legislatura, quindi in teoria un governo potrebbe proseguire la sua attività nel corso di più legislature se mantiene la fiducia. Il governo dimissionario resta in carica per il disbrigo degli affari correnti, cioè per eseguire le leggi vigenti. Alle dimissioni di un governo, cessa l'attività del Parlamento in relazione all'esecutivo, con l'eccezione di misure urgenti e non prorogabili.

In quanto responsabile dell'iniziativa legislativa, il governo può presentare proposte di legge in Parlamento, emanare decreti legislativi (cioè leggi adottate per delega del Parlamento) e decreti legge, cioè provvedimenti provvisori che entrano immediatamente in vigore ma hanno bisogno di una successiva approvazione in Aula entro 60 giorni. È responsabile dell'amministrazione del bilancio e deve presentare il rendiconto dello Stato.

I ministri sono responsabili degli atti di competenza dei loro ministeri, e il premier può intervenire solo con indicazioni di ordine generale. Il numero dei ministri con portafoglio (cioè responsabili di un ministero) è regolato dalla Legge Bassanini del 1999, modificata nel 2009 e sono 13. Il premier però può nominare a sua discrezione un numero indefinito di ministri senza portafoglio, cioè incaricati di dirigere dipartimenti interni alla Presidenza del Consiglio (sono ministeri senza portafoglio quello per la Funzione Pubblica, per il Turismo e lo Sport e, nei passati governi, per la Famiglia e le Pari Opportunità). I ministri sono nominati dal Capo dello Stato su indicazione del Presidente del Consiglio e non possono essere rimossi, se non con una mozione di sfiducia ad personam in Parlamento.

Dal 1999 la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha assunto una forma organizzativa indipendente, al cui interno sono presenti diversi dipartimenti e che coordina e supporta l'attività del Governo. Questa struttura è stata pressoché assente per buona parte della storia italiana, tanto che durante la monarchia il Presidente del Consiglio si appoggiava alla struttura del Ministero dell'Interno. Non solo ma, con l'eccezione del ventennio in cui il governo aveva sede a Palazzo Venezia, fino al 1960 la presidenza del Consiglio aveva sede al Viminale. Solo nel '61 si trasferì nella sede attuale di Palazzo Chigi, che fino ad allora ospitava il Ministero degli Esteri.

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