Regione Sicilia abolisce le province

E' ufficiale: la regione Sicilia ha abolito le province. In serata l'Ars ha approvato con 53 si e 28 no (e un astenuto) il maxi-emendamento firmato da Pd, Udc e Lista Crocetta prevede il ritorno ai liberi consorzi comunali, in sostituzione degli attuali enti. Le elezioni previste per fine maggio salteranno (le province saranno commissariate) dando così tempo fino al 31 dicembre 2013 all'Assemblea di varare la nuova legge. E' probabile che gli organi del governo dei liberi consorzi siano eletti, attraverso un sistema indiretto di secondo grado, dai sindaci.

Il presidente della regione Rosario Crocetta ha commentato:

L'abolizione delle Province è la vittoria del governo e della maggioranza; do atto anche ai 5 stelle di avere votato la norma che abbiamo proposto. Si tratta della prima tappa della rivoluzione: oggi ha vinto il modello Sicilia.

Anche il Movimento Cinque Stelle ha votato l'emendamento. Il capogruppo del Movimento 5 stelle Giancarlo Cancelleri ha commentato:

A buon diritto possiamo definirla una delle vittorie politiche del movimento che ha riportato sui giusti binari una discussione che aveva preso un'altra direzione. Noi abbiamo sparigliato un po' le carte e riacceso il dibattito e alla fine sia Crocetta sia la maggioranza hanno ripreso quella che era una delle nostre proposte.

La Regione Sicilia abolirà le province?


Rosario Crocetta

Liberi consorzi al posto delle province, dovrebbe essere questa la decisione, storica, che prenderà stasera l'Assemblea Regionale Siciliana convocata dal presidente Rosario Crocetta. Mentre si fa un gran parlare del "modello Sicilia" come esempio per il governo nazionale, la strana alleanza tra Crocetta e il Movimento 5 Stelle porterà molto probabilmente all'abolizione delle 9 province siciliane, uno dei punti salienti del programma di Grillo, anche se non mancano le opposizioni e l'esito del voto di stasera è tutt'altro che scontato.

Un'accelerazione improvvisa, che ha colto di sorpresa anche l'Udc, altro alleato di Crocetta. Soprattutto visto che meno di un mese fa, lo stesso governatore siciliano aveva annunciato di voler indire per la fine di maggio il voto per il rinnovo dei consigli provinciali nell'isola, elezioni poi anticipata ad aprile, una mossa che sembrava voler "salvare" gli enti, appena scampati dal taglio messo in cantiere dal governo Monti ma decaduto a un passo dal traguardo. E si era anche parlato della creazione di una nuova provincia, quella di Gela, città natale di Crocetta. Ora il cambio di rotta, arrivato dopo una serie di dichiarazioni incrociate di Crocetta, Grillo e Angelino Alfano, che oggi è a Palermo.

Il segretario del Pdl si è detto contrario all'abolizione delle province, e ha anzi chiesto di far votare il prima possibile per il rinnovo dei consigli, dicendosi pronto alle barricate. Venerdì scorso Crocetta aveva fatto un primo passo indietro, indicendo una conferenza stampa e dicendosi favorevole a un "alleggerimento" dell'ente provinciale:

Io le potrei anche volere abolire ma non posso farlo da solo. Quando avrò tutti i poteri di Grillo lo farò

aveva detto ironicamente, e lanciato della "provincia light", spostando una serie di competenze alla Regione e ai Comuni. Idea che non era piaciuta al M5S, secondo cui una provincia ulteriormente depotenziata servirebbe solo a piazzare gli amici dei politici senza tagliare realmente i costi.

E sabato scorso Beppe Grillo aveva ospitato sul suo blog l'intervento del deputato all'Ars Matteo Mangiacavallo, che annunciava la presentazione di un ddl per l'abolizione delle province, "inutili spendifici mai previsti nello Statuto siciliano".

noi vogliamo andare ad istituire i liberi consorzi di comuni previsti dall'Articolo 15 dello Statuto Siciliano, che non vanno ad incidere sulla spesa pubblica e quindi sulle tasche dei Cittadini

E proprio l'idea dei consorzi è stata rilanciata ieri da Crocetta, che ha convocato l'Ars per questo pomeriggio e promesso "Aboliremo le Province, lo faremo domani. Saremo la prima regione d’Italia che le abolirà per fare i liberi consorzi di Comuni". Le nove province siciliane costano 700 milioni di euro l'anno.

Foto © Getty Images

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