Elezioni in Kenya: già più di dieci morti

Prime elezioni con la nuova Costituzione

Primo giorno di elezioni in Kenya e tensione altissima. Si eleggono presidente, membri del parlamento, governatori regionali e presidenti di 47 assemblee distrettuali. Purtroppo, la situazione non è tranquilla, con una decina di morti già sul terreno degli scontri. Si teme una strage come per le ultime consultazioni, quando si contarono circa mille vittime.

Un gruppo di uomini armati e mascherati, la notte scorsa, ha fatto irruzione in una stazione di polizia di Changamwe, massacrando con il machete gli agenti che erano presenti. Stessa sorte per una pattuglia che era arrivata per soccorrere i colleghi. Oltre ai sei agenti, sarebbero stati uccisi pure sei miliziani. L'attentato è stato successivamente rivendicato dal Consiglio repubblicano di Mombasa, movimento separatista radicale.

Queste sono le prime elezioni, dal 2007, regolate dalla nuova Costituzione. Otto gli aspiranti alla poltrona di presidente. Due hanno possibilità di vittoria: il primo ministro uscente Raila Odinga e il suo vice, Uhuru Kenyatta, figlio del padre della patria, Jomo Kenyatta, e accusato di aver avuto un ruolo decisivo nella mattanza di sei anni fa, quando le baraccopoli furono trasformate in campi di battaglia dai due candidati alla presidenza di allora, che invitarono a scendere in strada i rispettivi fan.

Sono stati allertati 99mila poliziotti per queste elezioni. Sperando che il finale non sia come l'ultima volta. Lo spoglio, infatti, decretò prima la vittoria di un candidato, poi di un altro. Le accuse di frodi si susseguirono dando il là alla violenza che si è trascinata per mesi. Questa volta, gli inviti alla calma sono stati incessanti ed effettivamente oggi molta gente prega per le strade, la Chiesa ha chiesto alla popolazione di votare in pace. Basterà?

Foto | © Getty Images

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