Senato 2013: Piero Grasso presidente, prossima seduta il 21 marzo

Il senatore del PD eletto con il sostegno decisivo di parte dei grillini.

19.25: la prossima seduta del Senato è convocata per il 21 marzo 2013.


18.50: è ufficiale, Piero Grasso è il nuovo presidente del Senato. Presenti 313, votanti tutti, Grasso 137 voti, Schifani 117 voti, schede bianche 52, schede nulle 7.

18.48: tra poco sarà proclamato il risultato ufficiale. Di certo alcuni senatori grillini hanno votato per Grasso: prove tecniche di governo?

18.38: i segretari stanno ricontrollando le schede. Grasso dovrebbe essere stato eletto con 137 preferenze. Renato Schifani sale a congratularsi con il suo rivale.

18.36: Grasso è a 130 consensi, più di quelli dei senatori del Csx, parte un deciso applauso in Senato. Pietro Grasso stringe le mani dei suoi colleghi senatori del centrosinistra.

18.15: è cominciato lo scrutinio. Grasso è in vantaggio mediamente di 10 voti, nel corso del conteggio. Le schede bianche sono molte di più rispetto al numero dei montiani. Su Twitter si fanno i conti in diretta!




18.05: Andreotti e Ciampi non si sono presentati. E' arrivato invece Silvio Berlusconi, con un paio di vistosi occhialoni da sole; l'ex premier, polemico nei confronti del M5S, ha votato e poi si è intrattenuto con i senatori del PDL.

17.59: conclusa la prima chiama. Tra poco saranno richiamati i senatori che (per motivi insondabili) non hanno espresso il loro voto. Al termine si procederà allo spoglio.

17.20: i senatori siciliani, secondo quanto scrive repubblica, voteranno Pietro Grasso. Sarà lui, dunque, il Presidente del Senato?

17.05: l'Ansa batte un'ulteriore precisazione ad opera di Orellana, che avrebbe preso posizione contro Schifani in commissione e avrebbe aggiunto:

«Ma se il voto è segreto, la questione di coscienza c'è sempre»

16.53: stando a quanto si apprende, il M5S non darà libertà di voto ai suoi. Lo spiega il senatore Luis Alberto Orellana ai giornalisti in "Transatlantico":

«O scriveranno il mio nome, e quindi è nulla, oppure voteranno scheda bianca»

16.43: Scelta Civica voterà scheda bianca. Ecco la nota con cui si motiva la decisione:

«Nella situazione politico-istituzionale che si è venuta a determinare, le forze che si riconoscono nel gruppo Scelta Civica per l'Italia ribadiscono che l'assetto di vertice delle istituzioni non può rispondere solo a logiche di parte. La drammatica situazione del paese richiede una coraggiosa impostazione riformatrice che solo situazioni che siano rappresentative di una forte coesione nazionale possono assicurare. [...] Per queste ragioni abbiamo deciso di votare scheda bianca anche in occasione del ballottaggio per l'elezione del presidente del Senato».

16.42: chiusi gli interventi, inizia il ballottaggio fra Pietro Grasso e Renato Schifani.

Il vero nodo politico della prossima votazione che verrà non riguarda tanto, come dicon tutti, i voti dei senatori montiani, quanto piuttosto il Movimento 5 Stelle.

Questa mattina Crimi diceva che il Movimento non avrebbe votato né Laura Boldrini né Pietro Grasso, e che sarebbe rimasto fedele ai suoi due candidati. Adesso, però, la questione è cambiata.

Perché il regolamento di voto del Senato, che impone la scelta di un Presidente con il ballottaggio fra i due più votati al terzo turno, pone chiara una scelta fra Renato Schifani o Pietro Grasso (o la scheda bianca o nulla, naturalmente, il che aprirebbe le porte a un risultato incertissimo). Allora la domanda è: chi voterà il M5S?

14.00: la quarta e decisiva votazione comincerà alle 16 e 30.

13.45: ennesima fumata nera, com'era prevedibile. Si va al ballottaggio, tra Grasso e Schifani. Se i 54 senatori del M5S voteranno scheda bianca o usciranno dall'aula, saranno decisivi i 21 voti dei "montiani". I senatori che fanno capo al centrosinistra sono infatti 125, quelli del centrodestra 117.

13.18: terminata la terza votazione (la prima di oggi) è in corso lo scrutinio.

11.00: il Pdl fa sapere che al Senato voterà Renato Schifani.

9.30: il nome di Pietro Grasso spunta, come proposta di Pier Luigi Bersani, per la presidenza del Senato.

16 marzo 2013: anche per il Senato, come per la Camera, le fumate nere (solo due) hanno caratterizzato l'esordio della XVII Legislatura, nel tentativo di eleggere un Presidente per Palazzo Madama.

Oggi si ricomincia, ma le cose cambiano. Tanto per cominciare, il primo scrutinio della giornata vedrà abbassarsi il quorum: sarà sufficiente, infatti, la maggioranza assoluta dei voti dei presenti. Se non si dovesse raggiungere nemmeno questa maggioranza, allora il Senato provvederà sempre domani a un ballottaggio fra i due più votati del terzo scrutinio. Qualora dovesse raggiungersi un pareggio nella quarta votazione (ovvero nel ballottaggio), viene eletto il Senatore più anziano.

Si parla, nel caso di un accordo fra Pd e Monti, di Angela Finocchiaro come Presidente del Senato.

Senato, 15 marzo 2013

18:00. Si è chiusa la prima seduta al Senato con un nulla di fatto. L'appuntamento è per domani alle 11. Nel terzo scrutinio sarà sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, dopodiché si procederà al ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti e verrà proclamato eletto quello che consegue la maggioranza relativa.

17:40 Fumata nera anche per il secondo scrutinio. Il terzo, come da regolamento del Senato, è previsto per domani mattina.

17:15. Finito il secondo scrutinio, inizia lo spoglio.

16:00. È ripresa la seduta, inizia il secondo scrutinio.

15:50. Tra poco inizierà il secondo scrutinio, mentre tra i corridoi di Palazzo Madama circola la voce che Mario Monti potrebbe ufficializzare la propria candidatura alla presidenza del Senato se appoggiato da Pd e Pdl.

15:30. Questo il risultato del primo scrutinio: presenti 313, votanti 313, maggioranza 160. Schede nulle 4. 246: scheda bianca, 52: Luis Alberto Orellana. 4: Sibilia. 3: Mussolini. 2: Compagna. 1: Colombo. 1: Scilipoti.

13:30. Primo scrutinio a vuoto: oltre 180 le schede bianche, nessuno raggiunge il quorum. Voti per il grillino Orellana, ma anche per il suo collega di partito Sibilia. Prima defezione nel Movimento 5 Stelle: la neosenatrice Mangili ha annunciato le sue dimissioni per motivi personali. Nel pomeriggio il secondo scrutinio.

13:00. È ora in corso lo spoglio del primo scrutinio. Come previsto, grande prevalenza di schede bianche.

12:00 È in corso il primo scrutinio per eleggere il Presidente del Senato. Il Movimento 5 Stelle ha annunciato che voterà per Luis Alberto Orellana, mentre gli altri gruppi dovrebbero votare scheda bianca.

11:50 Si avviano le procedure per l'elezione del Senato, primo scrutinio. Emilio Colombo spiega le procedure di voto.

11:40 Riprende la seduta. Viene letto l'elenco degli eletti in sostituzione dei candidati presenti in più di un collegio.

11:15 Dopo l'introduzione e le comunicazioni iniziali del presidente provvisorio Colombo, la seduta viene sospesa.

Ore 11:00. Iniziano i lavori del Senato per la XVII legislatura. Il presidente provvisorio è il senatore a vita Emilio Colombo, il più anziano tra i presenti, che tiene un breve discorso di benvenuto e saluta il Presidente della Repubblica. Colombo fa poi una breve prolusione sul risultato elettorale e ricorda che tocca al Parlamento cercare una forma di governo per questa "complessa stagione".

15 marzo 2013: anche il Senato, come la Camera, si riunisce oggi per la prima assemblea della XVII legislatura. Tanti i nodi da sciogliere, soprattutto perché il Senato, in virtù del risultato elettorale e della legge elettorale delle recenti elezioni politiche 2013, delle due è la camera in bilico, quella in cui il Pd gode di una maggioranza relativa che non gli consente in alcun modo di avere numeri per governare.

Anche alla Senato la strategia del Pd dovrebbe essere la scheda bianca, per il primo giro di votazioni per la presidenza. Il M5S, invece, ha candidato Luis Alberto Orellana.

Nel frattempo, nel Pd si profila la divisione interna. I "renziani" si sono riuniti oggi: fra di loro, Paolo Gentiloni, Roberto Giachetti, Matteo Richetti, Ernesto Carbone, Ermete Realacci, Michele Anzaldi, Graziano Delrio, Roberto Reggi, Rosa Maria Di Giorgi e il presidente dell'Anci Graziano Delrio. La posizione di questi parlamentari, una cinquantina, è sintetizzata proprio da Delrio, che ha manifestato la contrarietà di Matteo Renzi e dei suoi a dare una presidenza a un "grillino":

«Servono nomi autorevoli e rappresentativi di tutti, non si gioca con le istituzioni»

Senato 2013: prima seduta e adempimenti

Il 15 marzo ci sarà la prima seduta del Senato della XVII legislatura della Repubblica Italiana. Ancora non è stato eletto il nuovo presidente quindi a presiedere l'assemblea sarà chiamato il più anziano tra i senatori, a fargli da segretari saranno invece i sei più giovani eletti a Palazzo Madama. E' proprio il presidente provvisorio a dichiarare eletti i nuovi senatori e a chiamare subito una giunta provvisoria per la verifica dei poteri. A questo punto si passa all'elezioni del presidente del Senato.

La votazione per l'elezione del presidente del Senato è a scrutinio segreto. I senatori passano davanti al banco della Presidenza, dove si trova una cabina elettorale. Prima di entrare nella cabina, i senatori ricevono dagli assistenti parlamentari una scheda sulla quale il senatore scrive il nome del candidato. All'uscita dalla cabina la scheda viene depositata nell'urna. La chiama parte dai senatori a vita per poi procedere in ordine alfabetico. Il regolamento per l'elezione dice:

"E' eletto chi raggiunge la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Senato. Qualora non si raggiunga questa maggioranza neanche con un secondo scrutinio, si procede, nel giorno successivo, ad una terza votazione nella quale è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando tra i voti anche le schede bianche. Qualora nella terza votazione nessuno abbia riportato detta maggioranza, il Senato procede nello stesso giorno al ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti e viene proclamato eletto quello che consegue la maggioranza, anche se relativa. A parità di voti è eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età"

Eletto il presidente, si passa alla costituzione dei gruppi parlamentari:

Entro tre giorni dalla prima seduta, ogni senatore è tenuto ad indicare alla Presidenza del Senato il Gruppo del quale intende far parte» (art. 14, comma 2, Regolamento). Ciascun Gruppo dev'essere composto da almeno dieci senatori. I senatori che non abbiano dichiarato di voler appartenere ad un Gruppo formano il Gruppo misto (art. 14). Entro sette giorni dalla prima seduta, il Presidente del Senato indìce, per ogni Gruppo da costituire, la convocazione dei senatori che hanno dichiarato di volerne far parte e la convocazione dei senatori da iscrivere nel Gruppo misto (art. 15, comma 1).

Una volta che si sono formati i gruppi parlamentari, si va a eleggere il consiglio di presidenza: quattro Vice Presidenti, tre Questori e otto Segretari. Per nominare i quindici del Consiglio, ogni senatore scrive sulla propria scheda un nome per ogni singolo ruolo, sono eletti coloro che ottengono il maggior numero di voti. Infine, si passa alla costituzione delle quattordici commissioni permanenti (Affari costituzionali; Giustizia; Affari esteri, emigrazione; Difesa; Bilancio, Finanze e tesoro; Istruzione pubblica, beni culturali; Lavori pubblici, comunicazioni; Agricoltura e produzione agroalimentare; Industria, commercio, turismo; Lavoro, previdenza sociale; Igiene e sanità; Territorio, ambiente, beni ambientali; Politiche dell'Unione europea.

Ciascun Gruppo, entro cinque giorni dalla propria costituzione, procede, dandone comunicazione alla Presidenza del Senato, alla designazione dei propri rappresentanti nelle singole Commissioni permanenti di cui all'articolo 22, in ragione di uno ogni tredici iscritti

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