Governo Passera: l'ipotesi di Grillo su Wired


Non è chiaro se sia una previsione o una speranza, nella convinzione così di poter davvero diventare la prima forza politica italiana, in ogni caso Beppe Grillo si sbilancia sul nome del prossimo premier. Secondo il leader del Movimento 5 Stelle, alla fine Pd e Pdl convergeranno sul nome di Corrado Passera. La dichiarazione compare oggi su Wired.it, in un'intervista che originariamente Grillo aveva concesso alla tedesca Bild (ma a un giornalista italiano, Andrea D'Addio):

L'Europa doveva essere preoccupata prima e lo deve essere ancora perché la classe politica italiana non fa il bene dell'Italia. E quindi neanche dell'Europa. Destra e sinistra erano già alleati prima con Monti. Lo saranno ancora con un altro presidente del consiglio, chissà, forse Corrado Passera. E non vogliono fare veramente una nuova legge elettorale. Sono già d'accordo per mettersi assieme e governare facendo passare il Movimento 5 stelle come irresponsabile. Ma noi saremmo irresponsabili se ci alleassimo con loro.


Grillo evidenzia come il governo Monti non abbia fatto politiche di risparmio vero, ma abbia solo colpito le famiglie:

Non ha toccato i benefici di nessuno, per primo i politici. Quando è andato al governo gli ho scritto una lettera chiedendo di fare alcune riforme che davvero avrebbero fatto risparmiare il sistema. Non le ha fatte.

Ciononostante, è chiaro che un possibile nuovo accordo tra Pd e Pdl in funzione anti-5stelle farebbe la gioia di Grillo, che così è convinto di "fare il botto" non appena si tornerà alle urne, come aveva pronosticato poche settimane fa. La sua soluzione è invece che l'Italia si ricompri il proprio debito estero da paesi come Francia e Germania e negozi nuovamente il tasso d'interesse. Insomma, per Grillo l'Italia è già fallita e non c'è niente da salvare, e in quest'ottica andare al governo con il Pd è un'ipotesi che non va neanche presa in considerazione.

Nel caso non fosse ancora chiaro, Grillo lo ribadisce anche in una dichiarazione al New York Times, che finisce in un lungo articolo che campeggia nella home page del sito del quotidiano statunitense.
Ricorrendo a un paragone storico, l'ex comico spiega così perché non appoggerà Bersani, o chiunque altro:

È inammissibile. Sarebbe come se Napoleone facesse un accordo con Wellington.

Foto © Getty Images

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