Regionali Lazio: ricorso dei Radicali, si deve tornare a votare?


Uno dei pochi risultati certi dell'election day di una settimana fa rischia essere annullato: la vittoria di Nicola Zingaretti alle Regionali del Lazio è "sub judice" a causa di un ricorso al Tar presentato dai Radicali Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, insieme con Giuseppe Paliotta (presidente del Movimento cittadini e lavoratori), Donato Robilotta, presidente dei Socialisti riformisti, e dai Verdi di Angelo Bonelli. Giovedì 7 marzo si terrà la prima udienza di merito, e il rischio è che le elezioni vengano invalidate e si torni alle urne, magari il 26 e 27 maggio in concomitanza con le Comunali di Roma.

Al centro del ricorso dei Radicali (che in questa campagna elettorale si sono fatti notare per l'esposto contro Zingaretti, la tentata alleanza con Storace e il ricorso, poi accolto, contro l'esclusione dalle liste) c'è la questione della riduzione del numero di consiglieri regionali da 70 a 50. La vicenda è questa: la spending review del governo Monti ha fissato dei nuovi parametri per la composizione delle assemblee locali, e secondo questi parametri il Consiglio Regionale del Lazio deve contare 50 consiglieri e non più 70 come è stato finora. Le Regioni avrebbero dovuto accogliere la modifica cambiando gli statuti, ma a quel punto eravamo nelle ultime convulse settimane della giunta Polverini, con una presidente dimissionaria e un consiglio delegittimato che non hanno saputo intervenire per tempo.

Di conseguenza, per evitare che si tornasse a votare per 70 consiglieri, Renata Polverini ha emanato un decreto per recepire la spending review, ma lo ha fatto senza modificare né la legge elettorale né lo statuto. Ed è proprio sul decreto della Polverini che i Radicali hanno presentato ricorso, definito "meritevole di attenta considerazione" dal Tar, che ha quindi disposto la discussione in udienza, ravvisando profili di incostituzionalità nell'atto della presidente uscente. Prima delle elezioni, il Tar si era pronunciato in favore del voto, ma solo perché non si ravvisavano "soluzioni cautelari tali da prevenire con sufficiente certezza l’eventualità di una ripetizione della tornata elettorale".

La ripetizione del voto, appunto. Un'ipotesi estrema ma neanche troppo – d'altronde in Molise si è appena tornati alle urne proprio per l'annullamento delle elezioni 2011 – anche se i precedenti invitano alla cautela. Ma a loro favore, i Radicali hanno presentato un parere pro-veritate del costituzionalista Michele Ainis, che definisce illegittimo il provvedimento della Polverini. Un parere che è stato richiesto e presentato lo scorso dicembre, quando i Radicali hanno presentato il ricorso assieme al gruppo consiliare di Sinistra ecologia e libertà e Psi, che oggi sono nella nuova maggioranza di centrosinistra che sostiene Zingaretti, e probabilmente hanno cambiato idea sul ricorso.

Foto © Getty Images

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