Ore 12 - Ue, bocciato D'Alema o Berlusconi? E il Pd "scopre" il Pse bidonaro del compagno Schultz

altroNon sarò sempre colpa di Berlusconi, ma anche stavolta, nella vicenda della bocciatura di Massimo D’Alema a “ministro degli esteri” della Ue, pesano (insieme a quelle dell’ipocrita Schultz e dei “bidonari” socialisti) le responsabilità di premier e governo.

Non basta “appoggiare” una candidatura per farla diventare vincente. Conta il substrato politico, culturale, morale di una nazione.

Questa vicenda dimostra che in Europa e a livello internazionale il Cavaliere è considerato poco più di un “Franceschiello” e il suo Governo, una “compagnia di giro” da evitare.

Così l’Italia, Paese fondatore della Comunità europea (grazie alla tanto vilipesa prima Repubblica e alle intuizioni del demonizzato democristiano Alcide De Gasperi) non ha nessun ruolo importante nell’Unione, né in altre grandi organizzazioni internazionali.

Anche stavolta le cariche principali sono state assegnate con la logica spartitoria (una poltrona ai Popolari europei, una ai socialisti), con il compromesso al ribasso, dove a farla da padrona son state soprattutto Inghilterra e Germania.

L’Italia resta quindi a bocca asciutta. Più che le origini “comuniste” e “filosovietiche” (?!) di D’Alema (i cui tanti difetti non cancellano “caratura” e “spessore”) hanno pesato negativamente il “peso specifico” di Berlusconi e del suo Governo, considerati pari allo zero. Hanno pesato l’immagine dell’Italia, in caduta libera.

Un’occasione persa. Un altro fondamentale passaggio mancato per tentare il rilancio dell’Italia sulla scena mondiale. Da protagonista, con idee, progetti e uomini preparati e carismatici, leader riconosciuti, non “macchiette”, portaborse o veline. Sarà per il prossimo giro. Campa cavallo.

Tanti auguri, signora Catherine Ashton, baronessa Ashton Upholland! E auguri al socialdemocratico Pd di Bersani che “scopre” il volto dei socialisti europei.

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