Caso Marrazzo: la morte della trans Brenda non è solo una storia di cronaca



La morte di Brenda, la transessuale travolta dallo scandalo di Piero Marrazzo, non è solo un fatto di cronaca. Con annesse prevedibili opinioni, come quella Vladimir Luxuria secondo la quale la persona sarebbe stata uccisa.

La morte di Brenda racconta molto di più. Per capirlo è sufficiente riflettere sulle dichiarazioni rilasciate da Barbara, amica transessuale della persona morta, poche ore dopo il ritrovamento del cadavere.

“Né la Polizia né Carabinieri hanno fatto nulla. Tutti le trans che abitano in questa zona – ha dichiarato Barbara - sono a rischio di morte, abbiamo molta paura dei romeni”.

Prima di ieri nessuno aveva mai denunciato l’emergenza “romeni” malgrado di sicurezza nei mesi scorsi si sia parlato tanto. Troppo. Senza arrivare mai all’elaborazione di una vero progetto grazie al quale garantire ai cittadini l’assenza di crimini nelle proprie città.

La morte di Brenda è quindi un’accusa implicita al Ministro degli Interni, Roberto Maroni, e al sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

Fino ad oggi l’esponente leghista si è occupato solo di garantire la sicurezza ai cittadini italiani. Le dichiarazioni di Barbara dovrebbero, inevitabilmente, estendere il dibattito ad altri gruppi di persone non ancora presi in esame dall’attuale amministrazione.

Chi si preoccupa di tutelare le persone non italiane che nel nostro paese risiedono?

A proposito di domande. Lecito, a più di un anno dalle elezioni, chiedersi se Gianni Alemanno avrebbe vinto se come avversario il Pd non avesse proposto Francesco Rutelli che tanto credeva nel progetto da abbandonarlo poco dopo.

Gianni Alemanno, forte delle debolezze del Partito Democratico, è riuscito a vincere grazie a quella parte dell’elettorato che si riconosce nei peggiori valori fascisti.

Mai come oggi Roma caput mundi è solo un ricordo. Non si fa in tempo ad arrestare tale Svastichella per le sue pulsioni omofobe che le transessuali sudamericane denunciano le aggressioni subite da un gruppo di romeni.

Alla fine del mandato manca ancora un po’. Non è giusto ora giudicare. Necessario però è un cambiamento. Radicale. Fin da subito. Anche solo per dimostrare che l’attuale amministrazione non è figlia di quel fascismo che drammaticamente sembra rispuntate in queste brutte pagine di cronaca.

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