Ore 12 - Berlusconi: premiership addio?

altroC’è chi le chiama “baruffe benefiche”.

Ma nel Pdl la temperatura continua a salire, al pari dell’irritazione del premier per i “personalismi” dei suoi ministri e per una guerra intestina che non trova requie.

A volte sembrano solo isterismi fra comari gelose e annoiate. Altre, invece, l’inizio del pandemonio.

Perché, inutile nasconderlo, il malumore c’è ed è molto più esteso e profondo di quel che si vede. E, a dirla tutta, non solo di malumore si tratta. La bagarre sull’economia cela ben altri nodi politici. Nodi inestricabili, trattandosi proprio del premier.

Nel finto partito del predellino e nella maggioranza al cappio di Bossi, ogni questione è buona per accendere la miccia, lanciare fendenti, sbracciarsi per rincorrere visibilità e raccattare alleanze in attesa degli eventi. Ma quali eventi?

Oramai, con un Paese che rischia la deriva, tutto è possibile: la caduta del governo, lo scioglimento del parlamento, le elezioni politiche anticipate e, perché no, un nuovo esecutivo senza la chiamata alle urne.

Insomma, con sempre maggior convinzione, si guarda al dopo Berlusconi.

La premiership del Cavaliere, sotto i colpi delle pesanti vicende “personali”, zoppica visibilmente e non sono pochi, nelle prime file ma anche nelle seconde e terze, a “smarcarsi” per avere le carte in regola nel momento del trapasso (politico) del padre/padrone.

Si va verso le basse temperature delle feste natalizie, ma il clima è quello “caldo” del 25 luglio 1943.

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