Intervista: Stefano Disegni a polisblog "Vedo un ritorno della Democrazia Cristiana"

fotina disegni stefanoStefano Disegni è una delle colonne portanti della satira made in Italy, esso sia lodato: da decenni sul pezzo, prima insieme a Caviglia - indimenticabili su Cuore - poi in solitaria. Chi di voi legge il magazine del Corriere se lo ritrova tutti i giovedì nelle pagina Telescherno che precede i programmi tv e, sul Fatto Quotidiano, è sua la pagina di satira domenicale. Milieu, quello televisivo, che tendenzialmente ridicolizza: cosa merita la televisione italica, se non essere ridicolizzata? Esattamente come lo merita la politica. L'abbiamo incontrato per voi. Buona lettura. E godetevi il suo maestoso sito!

Com’è cominciata la tua carriera? Quando la satira è diventata il tuo mestiere?

E’ stata una cosa naturale. Alle medie e al liceo satireggiavo i professori, scrivevo storie divertenti con i miei compagni. Le cose che facevo piacevano alla gente e da lì è stato un crescendo. All’inizio ho portato avanti la satira insieme con altri lavori, ho fatto per 8 anni il pubblicitario ma non faceva per me. La satira è diventato il mio mestiere principale attorno al 1980. Devo dire che mi sento fortunato e privilegiato, mi pagano per quello che per me è un moto spontaneo, come quando ero a scuola e, come diceva Mastroianni, “Sempre meglio che lavorare”

Stefano Disegni
Stefano Disegni
Stefano Disegni
Stefano Disegni

Cos’è per te la satira? A che serve?

Innanzi tutto penso che la satira sia un bisogno umano. E’ sempre esistita e ci sarà sempre. Si tratta di vedere il lato comico di una situazione o anche quello tragico, di indicare, di insinuare un problema facendo ridere. La satira non cambia certo la storia ma qualche dubbio te lo può mettere. Può dirti magari che le cose non vanno così lisce come pensi.

Parliamo di editoria. Come vedi la situazione della satira sulla carta stampata?
La situazione è tragica. In Italia non c’è spazio. Non c’è una rivista satirica di livello nazionale. Il Vernacoliere mi sembra ormai l’ultimo sopravvissuto ed è comunque una realtà regionale. I disegnatori sono dispersi, hanno i propri piccoli spazi all’interno dei giornali senza potersi riunire in un progetto comune. All’estero è un florilegio di testate satiriche, noi siamo messi male.

Che pensi del progetto di editoria libera della rivista “Mamma” di Mauro Biani?
E’ un giornale valido, ci sono autori nuovi e contenuti. Il problema è la visibilità ma c’è in progetto di creare uno spazio sul Fatto Quotidiano insieme al gruppo di Mamma, un inserto probabilmente, vediamo come andrà avanti la cosa.

Sei anche un autore televisivo, com’è lì la situazione?
In Tv è un corpo a corpo continuo. Il controllo del potere politico è molto più stretto: la gente molto più che leggere i giornali guarda la Tv. Ogni cosa che dici dev’essere difesa con i denti, c’è sempre la tendenza a chiudere e a liberarsi di chi dà fastidio. A Crozza Italia, dove lavoravo, è stato così. Facevi ascolti ma rompevi le scatole e così fuori tutti. C’è Bisio che dice di essere libero di fare satira sulle reti di Berlusconi ma a parte le battute sulla sua pelata non ho sentito altro.

E i casi Guzzanti e Luttazzi?
Bè siamo sullo stesso discorso. Se qualcosa è scomodo o dà fastidio si chiude ed è a mio avviso il modo più sbagliato di intervenire. Si può criticare, si può cambiare canale ma non censurare. Non ha senso buttarla sulla definizione di satira. Il buon gusto è in chi guarda e nella capacità di chi fa satira. Ad esempio la battuta di Luttazzi su Ferrara nella vasca da bagno poteva essere criticata - personalmente non l’avrei fatta - ma non si può intervenire come si è fatto.

Eri nella redazione di Cuore, com’è cambiata la satira da quel periodo? Cosa ti manca, se ti manca qualcosa, di quei giorni?
La satira non è cambiata sono i tempi ad essere diversi. Ora c’è internet, una proliferazione di strumenti nuovi, maggiore libertà di esprimersi. E’ più difficile stupire o essere trasgressivi come eravamo a Cuore. Di Cuore mi manca soprattutto la redazione. Stare attorno a un tavolo a dire cazzate, a far nascere idee, a discutere. Mi manca il contatto fisico. Oggi ci sono grandi vantaggi, grazie alla rete posso mandare le mie tavole senza dover attraversare la città in moto, senza rischiare di vedere dispersi gli originali e nelle redazioni ci entro poco. Ecco è più comodo ma manca qualcosa, manca quel confronto che c’era con gli altri, il sentirsi parte di un gruppo. L’autore si è fatto più isolato e distante. Il computer mi permette in parte di rimediare grazie ai commenti di chi mi segue, ai feedback che mi arrivano per il mio lavoro.

Il computer lo usi anche per le vignette?
Un minimo, giusto per i ritocchi, avendo anche un sito da gestire aggiusto qualche difetto ma faccio ancora tutto a mano. Mi piace il contatto con la carta le penne e i pennarelli.

Come ti vengono le idee? Quali sono le tue fonti privilegiate? Come vivi la pressione dei committenti?
L’idea è una specie di auto-trance ipnotica. Leggo i principali quotidiani, guardo i TG, parlo con la gente e in generale certo di tenere le antenne ritte. Poi da qui cerco di farmi un’opinione, di sviluppare una tesi e successivamente di raccontarla in maniera comica. Avendo collaborazioni con diverse testate la pressione c’è ma ripeto che è un lavoro assolutamente divertente.

Quanto è importante la scrittura e quanto il disegno nel tuo lavoro?
Sono più uno scrittore per immagini che un disegnatore. Penso che la forza della satira stia più di tutto nella scrittura. Certo un disegno ben fatto, comico e tutto il resto aiuta ma soprattutto è importante la scrittura.

Ti senti più un artista, un giornalista o qualcos’altro?
Bè direi di più “uno che ha avuto culo”. Mi diverto un sacco. Comunque, si dai, un artista.

Si dice che i satiri fiutino i presagi nell’aria: cosa vedi nel nostro futuro politico?

Vedo un ritorno della Democrazia Cristiana. Con Casini, Rutelli e compagnia. A Berlusconi rimane poco, è talmente sfacciato che neanche i suoi peones riescono più a difenderlo. Perderà consensi tra la gente onesta di destra. La sinistra si sta riorganizzando, non ho pregiudizi su Bersani ma vedo la DC. Di sicuro sarà un miglioramento vista la situazione attuale. Si tornerà a parlare di politica invece che fregarsene del paese per risolvere affari personali.

L’ultima domanda: che progetti per il futuro?
Attualmente sto lavorando su una sceneggiatura cinematografica. Tuttavia, che sia una sceneggiatura cinematografica, lo so soltanto io.
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