Beppe Grillo fra John Lennon e Pol Pot?


Il fuoco che nella notte ha devastato la Città della Scienza a Napoli proietta un’ombra infausta sui destini dell’Italia uscita ancor più divisa e disorientata dal responso delle urne. Massimo Cacciari plaude a Beppe Grillo, per aver inglobato la protesta degli italiani nel M5S, evitando degenerazioni ribellistiche anche di tipo terroristico. All’opposto, il quotidiano francese Le Monde titola: “Italiani, questa volta l’avete combinata grossa” e scrive: “In Italia c’è malessere e vergogna per gli scandali del berlusconismo al tramonto. Ma il M5S vuole un nuovo ordine mondiale senza partiti, ideologie e religioni. Sembra una canzone di John Lennon”. La verità, anche stavolta, sta nel mezzo?

Nella loro prima marcia su Roma - un mix fra una chiassosa gita scolastica e una parata fuori ordinanza - i neo parlamentari grillini hanno portato un vento di freschezza: anticiperà il sereno o accumulerà nuove nubi per una tempesta distruttrice?

Per adesso, i nuovi “rappresentanti del popolo” del M5S sembrano impegnati in un casting televisivo come a un reality, un tutto nuovo che però sa molto di un rimasticato “nuovismo”, già sperimentato amaramente dagli italiani.

Grillo e Casaleggio avanzano a tappe forzate seguendo lucidamente una strategia … militare: appaiono come “burattinai” di marionette di un teatrino di una farsa che può sfociare in una gran festa nazionale, ma anche in una avventura dai foschi confini. Questo non è un provino da mandare in onda in seconda serata: qui si giocano i destini di una nazione di 60 milioni di abitanti, oggi in piena crisi, sotto gli occhi increduli e allarmati di mezzo mondo.

I capigruppo di Camera e Senato eletti ieri per alzata di mano ricordano i tempi bui degli unanimismi coatti di partiti bocciati dalla storia. E Roberta Lombardi, capogruppo (per tre mesi a rotazione) alla Camera che difende addirittura il fascismo per: “L’alto senso dello Stato e la tutala della famiglia” dimostra che fra sano spontaneismo da società civile e grigia ignoranza politica c’è sempre una linea sottile.

Bersani, lo sconfitto number one di queste elezioni, non c’azzecca, ma ha ragione nel dire che “Adesso Grillo deve decidere”. Da sempre, chi di ramazza voleva colpire, dalla ramazza è stato spazzato via. In altre parole, tutti i movimenti che volevano fare “piazza pulita” si sono poi divisi fra “rivoluzionari” e “riformisti”, cioè fra chi voleva per prima cosa distruggere tutto e tutti del passato e chi voleva invece solo cambiare, ricostruire, senza però demolire. Sarà così anche stavolta per il “grillismo” e i “grilini”?

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO