Governo, Grillo rincara: «Il M5S non darà la fiducia a un governo tecnico»

Beppe Grillo rincara la dose sul suo blog:

«Il M5S non darà la fiducia a un governo tecnico, né lo ha mai detto. Non esistono governi tecnici in natura, ma solo governi politici sostenuti da maggioranze parlamentari. Il governo Monti è stato il governo più politico del dopoguerra, nessuno prima aveva mai messo in discussione l'articolo 18 a difesa dei lavoratori. Il presidente del consiglio tecnico è un'enorme foglia di fico per non fare apparire le vere responsabilità di governo da parte di pdl e pdmenoelle»

Anche in questo caso, onde evitare fraintendimenti, riportiamo l'intervento di Grillo in maniera integrale.

La precisazione di Crimi

Vito Crimi scrive sul suo Facebook:

«In attesa di predisporre uno strumento per comunicare ufficialmente utilizzo questo. Oggi e domani non risponderò a nessun giornalista. Le nostre parole di ieri in conferenza stampa sono state chiare e non lasciano dubbi. Prego tutti di rispettare la mia volontà ed evitate di chiedermi interviste o presenze radiotelevisive. Da ieri ad oggi non è cambiato nulla. Abituatevi anche a chi dice si per dire si, no per dire no, senza. Interpretazioni. Ci aspettano alcuni giorni di lavoro e preparazione per questo tutti noi parlamentari abbiamo bisogno che ci lasciate lavorare. Chiedo a tutti gli attivisti, simpatizzanti ed elettori di avere un attimo di pazienza, state scrivendo ad un ritmo pauroso e non è facile in questo momento rispondere a tutti. Ache a voi chiediamo solo di pazientare, daremo risposta ad ogni domanda. Vi garantisco la coerenza, terremo la barra dritta: la nostra è una rivoluzione culturale pacifica e democratica e non la fermeremo, il nostro unico senso di responsabilità è verso gli elettori che ci hanno dato mandato di attuare questa rivoluzione culturale che comunque è già in atto malgrado le resistenze di coloro che sono attaccati a poltrone e privilegi. Infine preciso che non ho mai parlato di appoggio a governo tecnico, l'unica soluzione che proponiamo è un governo del movimento 5 stelle che attui subito e senza indugio i primi 20 punti del programma e a seguire tutto il resto. Il nostro programma è chiaro ed è stato annunciato in tutte le piazze e in streaming.»

Le parole sono scritte, e le riportiamo integralmente per evitare fraintendimenti.

Governo tecnico: la finta apertura?


L'apertura al governo tecnico in verità l'ha fatta Vito Crimi, il nuovo capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle, ma non c'è dubbio che dietro quella che sembra una pura e semplice strategia di logoramento c'è Beppe Grillo. Logoramento del Pd, ovviamente.

Ricapitoliamo: Bersani propone i suoi otto punti all'M5S, che risponde picche. Berlusconi pressa Bersani per ottenere un nuovo governo di larghe intese. Il Movimento 5 Stelle "apre" invece a un governo tecnico, ma dicendo "che se lo facciano loro, poi noi votiamo volta per volta". Ma che vuol dire?

Se il governo tecnico lo devono votare gli altri partiti, allora non c'è più bisogno dei voti sulle leggi singole del Movimento 5 Stelle, che in questo modo - semplicemente - lancia il sasso e nasconde la mano. Si potrebbe tranquillamente pensare che il vero obiettivo sia quello di spingere Bersani ad accettare la trattativa con Monti e Berlusconi per poi pugnalarlo alle spalle - facendole passare per "inciucista" - e passare all'incasso alle prossime elezioni.

Nessuno può davvero credere che il Movimento 5 Stelle - che ha la chance di mettere al governo un Pd costretto a fare solo le leggi migliori - preferisca invece vedere una riedizione del Governo Monti che è diventato il nemico numero uno di Beppe Grillo e compagnia. L'obiettivo dell'M5S - nella più classica delle manovre da politicanti - è tendere un trappolone a Bersani, spingendolo tra le braccia di Monti, Berlusconi e un governo che non potrà durare più di qualche mese. Per poi andare al voto e ballare sulle macerie del Pd. E magari anche dell'Italia.

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