Pierluigi Bersani tace sui cartelloni selvaggi di Roma



Beati i giorni in cui il confronto politico avveniva attraverso una civile conversazione. Oggi, più di ieri, chi vuole cambiare il paese espone le proprie tesi urlando come se l’aumento del tono della voce possa servire a qualcosa.

Singolare, a tal proposito, ciò che sta accadendo a Roma. Nella capitale non muoiono soltanto le prostitute transessuali legate ad un presunto giro nel quale si è imbattuto il conduttore televisivo Piero Marrazzo.

A Roma sempre più gruppi politicizzati, come riporta sul suo blog Francesco Costa, stanno affiggendo cartelloni aventi messaggi poco corretti. Al gioco, riducendosi come i peggiori fedeli della destra estrema, hanno deciso di parteciparvi (come testimonia la foto sopra) anche i simpatizzanti del Partito Democratico.

Sinistra contro destra come se l’amministrazione di un paese dipendesse dalla vincita di un derby. In Italia sono tutti allenatori tanto che chi dovrebbe parlare, o prendere le distanze da certi comportamenti, tace. Perché al neo segretario del PD, Pierluigi Bersani, fa comodo non condannare questi cartelloni selvaggi?

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