Un nuovo governo tecnico? Napolitano pensa ad Anna Maria Cancellieri

Anna Maria Cancellieri
L'inizio delle consultazioni è ancora lontano – è in calendario per il 18 marzo, anche se un anticipo della convocazione delle Camere permetterebbe di iniziarle il 15 – ma il toto-nomi per il futuro governo dell'Italia impazza più che mai. E se nel Pd, che domani riunirà la direzione nazionale, la linea è ancora quella di proporre al Colle un governo di minoranza che si basi sull'appoggio esterno del Movimento 5 Stelle, e non necessariamente guidato da Bersani ma da un'altra figura del partito, Napolitano sarebbe già proiettato a un governo "di scopo" a guida tecnica. O almeno così dice il Corriere della sera, che come abbiamo visto sta spingendo molto per le larghe intese.

Il Capo dello Stato, che non sarebbe affatto convinto dell'opportunità di dare il via libera a un governo che senza maggioranza in Parlamento, è orientato a dare a Pierluigi Bersani un mandato esplorativo. In questo modo si eviterebbe il rischio di far insediare un governo che poi non otterrebbe la prima fiducia: Bersani, in quanto leader della coalizione più rappresentata nelle due Camere, avvierebbe un giro di consultazioni con le altre forze politiche per poi riferire il risultato a Napolitano. A quel punto il Capo dello Stato valuterebbe una serie di variabili relative a un appoggio esterno di Grillo, per esempio se un ipotetico voto di fiducia con l'uscita dei senatori grillini permetterà comunque di raggiungere il numero legale. Tutti dubbi che, se confermati, porteranno Napolitano a optare per un governo di scopo a guida tecnica: e il primo nome della lista è quello di Anna Maria Cancellieri.

L'attuale ministro degli Interni è una personalità stimata a destra come a sinistra, e Monti l'avrebbe proposta per il Quirinale se le elezioni gli avessero dato più peso in Parlamento. Non è solo il Corriere a fare il nome della Cancellieri, anche Il Giornale la inserisce nella short-list di Napolitano. Il Presidente, secondo le ricostruzioni giornalistiche, avrebbe sondato il terreno con il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, un nome che avrebbe rassicurato i mercati e garantito terzietà, ma Visco non avrebbe dato la disponibilità. A quel punto la scelta ricadrebbe su uno dei ministri di Monti, visto che la "salita in campo" del premier uscente lo ha messo fuori dai giochi. Corrado Passera, come profetizzato da Grillo, Fabrizio Barca o, appunto, Anna Maria Cancellieri, che dopo una fiducia "tecnica" proporrebbe un breve programma di riforme (la legge elettorale prima di tutte) su cui far convergere i voti di Pd e Pdl.

E in quest'ottica andrebbe letto anche l'invito rivolto da Mario Monti a Bersani, Grillo e Berlusconi per incontrarsi a Palazzo Chigi e decidere insieme sulle alleanze. Un incontro –forse suggerito da Napolitano – che, dando per scontato il forfait del leader dei 5 stelle, aprirebbe la via a un accordo a "termine" tra Pd e Pdl in nome della responsabilità. Il Pd però sta insistendo sull'indisponibilità a replicare la "strana alleanza" con Berlusconi, e a questo punto staremo a vedere se Bersani insisterà su questa linea anche a costo di arrivare a uno scontro con Napolitano, o se si cercherà una via d'uscita con una personalità esterna ai partiti ma più connotata politicamente, come Stefano Rodotà, il cui nome è stato fatto anche dal blogger Claudio Messora, molto vicino a Grillo.

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