Conclave 2013, Christoph Schönborn: chi è?


Austriaco di origini boeme, un sorriso che ricorda per certi versi quello di Giovanni Paolo II, l'arcivescovo di Vienna Christoph Schönborn si presenta al Conclave 2013 come l'esponente di quei cardinali europei conservatori che però sono sempre stati critici nei confronti della Curia romana e vogliono fare pulizia dopo i recenti scandali. Nato nel 1945 nell'odierna Repubblica Ceca ma cresciuto sempre in Austria, è stato ordinato presbitero nel 1970 dal cardinale Franz Konig, colui che nel secondo conclave del 1978 fu il "kingmaker" dietro l'elezione di Karol Wojtyla.

Teologo di fama internazionale, Schönborn nel 1987 ha lavorato fianco a fianco con Joseph Ratzinger come segretario della commissione per la redazione del Catechismo della Chiesa Cattolica. Nel 1991 Giovanni Paolo II lo nomina vescovo di Sutri (Viterbo) e vescovo ausiliare di Vienna, di cui diventa arcivescovo nel 1995, a 50 anni. Nel 1998 il Papa lo nomina cardinale, e nello stesso anno Schönborn diventa presidente della Conferenza episcopale austriaca, l'omologa della nostra CEI. Considerato un conservatore, è però molto apprezzato anche dall'ala più progressista della Chiesa, che gli riconosce apertura al dialogo.

In particolare, l'arcivescovo di Vienna è particolarmente attivo sul tema dell'evoluzionismo. Cercando di conciliare le tesi darwiniane con la dottrina della Chiesta, Schönborn ha spiegato che la teoria evolutiva va riconosciuta, ma che non si deve attribuire al caso lo status di dogma. L'evoluzione va invece conciliata con l'intervento di Dio, e scienza e fede non devono entrare in conflitto.

Nel 2010, Schönborn intervenne nello scandalo pedofilia criticando senza mezzi termini il comportamento del Vaticano, e in particolare accusando Angelo Sodano di aver bloccato nel 1995, quando era Segretario di Stato, la creazione di una commissione d'inchiesta sugli abusi commessi nella diocesi di Vienna. Inoltre, criticò pesantemente l'espressione "chiacchiericcio" utilizzata da Sodano per bollare le accuse. Benedetto XVI in quell'occasione convocò Schönborn in Vaticano e lo costrinse a rettificare e porgere le sue scuse a Sodano.

Oggi, Schönborn è tra gli altri prelati che hanno chiesto di poter leggere il rapporto riservato sul caso Vatileaks prima di entrare in Conclave, una richiesta che lo mette in rotta di collisione con la Curia romana. Già nel 2005 il nome di Christoph Schönborn era nella lista dei papabili, ma in quell'occasione i cardinali cercavano un Papa di transizione dopo il lungo pontificato di Giovanni Paolo II. Oggi l'arcivescovo di Vienna ha l'età giusta e le caratteristiche per radunare su di sé anche i fondamentali voti dei cardinali extraeuropei.

Foto © Getty Images

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