Intervista – Francesco Costa a polisblog: “Beppe Grillo è sempre più marginale”



Francesco Costa rappresenta più di altri la nuova, valida, generazione di giornalisti italiani. Non solo per ragioni prettamente anagrafiche (ha 25 anni). Francesco Costa è una delle persone più attente ai cambiamenti.

A volte tenta di indurli occupandosi, ad esempio, della campagna elettorale di Ivan Scalfarotto. In altre occasioni li racconta. Attualmente si occupa del sito dell’Unità.

In rete esiste secondo te qualcuno che più di altro ha dimostrato di saper analizzare bene la politica italiana?

Penso che potremmo contare sulla dita di una mano le persone che in Italia usano la rete per analizzare la politica. C'è un post di Giuseppe Granieri che è girato molto in questi giorni, e mi trova concorde: in Italia il commento politico online è fatto quasi esclusivamente di opinioni superficiali, spesso non supportate da elementi fattuali e raramente con l'obiettivo di convincere chi legge di una certa idea. La stragrande maggioranza delle opinioni espresse in rete è volta a sfottere il comune nemico strizzando l'occhio a chi la pensa già come te, nulla di più. Si tratta, va da sé, di una modalità di utilizzo del mezzo enormemente riduttiva.

Beppe Grillo, secondo te, al paese è più utile per l’attività che svolge su internet o per quella che vorrebbe fare in politica?

Detto che l'attività che Beppe Grillo svolge su internet è già di fatto attività politica, la mia opinione è che si tratta di un'attività che non è utile al paese in alcun senso. Penso invece che il suo esempio abbia fatto danni notevoli in una parte della sinistra italiana particolarmente sensibile alla demagogia spiccia e a chi le spara grosse, fortunatamente minoritaria ma sfortunatamente giovane.

Siccome conosco i miei polli, preciso: non sto dicendo che la causa dei problemi della sinistra italiana è Beppe Grillo, non fosse altro perché attribuisco le maggiori responsabilità a quella parte cosiddetta "buona" che col passare degli anni è diventata sempre meno buona e soprattutto sempre meno capace e vogliosa di migliorarsi e conquistarsi il consenso dell'elettorato.

In questo senso, Grillo è sia causa che effetto del progressivo degrado culturale in cui si trova l'opposizione. Fortunatamente combina sempre meno danni ed è sempre più marginale, data la sua assoluta mancanza di spessore politico e la crisi verticale del suo blog, monocorde, in semiabbandono e trasformato di fatto in un mercatino online. Non basterà però metterlo da parte per considerare risolta la questione.

Secondo molte persone il Partito Democratico non ha attuato negli ultimi mesi un’opposizione efficace. Sei d’accordo? Cosa pensi delle iniziative dell’Italia dei Valori?

Sono d'accordo. Penso che il Partito Democratico sia stato finora completamente incapace di fare un'opposizione efficace: tranne alcuni rarissimi casi non ha mai nemmeno provato a incalzare il governo, ad approfittare delle sue innumerevoli divisioni, a dettare l'agenda nel dibattito pubblico e a mettere in piedi una seria e approfondita campagna di informazione e comunicazione sulla reale attività dell'esecutivo e sui suoi terribili effetti.

Anche nei casi - e ce ne sono stati molti - in cui l'intensa attività dei parlamentari del Pd ha permesso di conseguire risultati concreti e incisivi, il Pd è stato completamente inadeguato nel comunicarlo decentemente persino ai suoi stessi militanti e iscritti, figuriamoci all'intero elettorato. Venendo alla seconda domanda, la mia opinione delle iniziative dell'Italia dei valori è che, soprattutto a causa di quanto sopra, sono riuscite perfettamente nel loro obiettivo: strappare settimana dopo settimana consensi al Pd.

Davanti allo scempio e ai disastri messi in piedi da questo governo, l'Italia dei valori ha avuto gioco facile nell'attrarre consensi da un partito completamente immobile e ripiegato su sé stesso. Non uso a caso l'espressione "gioco facile": la strategia messa in piedi dall'Idv - dichiarazioni scomposte, dittatura alle porte, demagogia a tonnellate - oltre a essere sbagliata e scorretta nel merito era infatti proprio la più facile per il breve periodo, tanto che l'unico soggetto che ne è uscito indebolito è stato il Pd - certamente non Berlusconi - e già oggi, senza che il Pd abbia fatto chissà cosa, i sondaggi di tutti gli istituti demoscopici sono concordi nell'indicare una sua sostanziosa ripresa per i democratici e una flessione per Idv.

È in edicola, da pochi giorni, la versione cartacea del clandestino che da anni è presente in rete. la carta è ancora considerato più autorevole di internet?

Innanzitutto bisogna metterci d'accordo sull'argomento della discussione. Se per autorevolezza intendiamo affidabilità, cioè la capacità di indurre il lettore a fidarsi ed essere ragionevolmente sicuro della veridicità di quanto legge, credo che il giornalismo cartaceo abbia da tempo perso il suo primato.

Credo che questo sia accaduto più per colpe sue che per meriti della rete, che in Italia per varie ragioni non ha ancora prodotto un suo modello di giornalismo, indipendente dai giornali cartacei e anzi in grado di sostituirli. Se invece decidiamo di misurare l'autorevolezza di un giornalista o di una testata sulla sua popolarità e sulla sua influenza, la risposta è sì e no.

No perché il giornalismo cartaceo gode ancora di una formidabile rendita di posizione, basta pensare alle rassegne stampa, per esempio. Sì perché un articolo scritto su internet finisce per essere letto da molte persone in più rispetto a quelle che comprano un quotidiano, che diventano ogni anno sempre meno e non è detto che leggano il giornale dall'inizio alla fine.

Il sito dell’Unità, per chi non l’avesse mai frequentato, in cosa differisce dall’edizione cartacea del giornale?

Il sito differisce dal cartaceo per due ragioni fondamentali: la prima è banalmente la presenza quotidiana di articoli scritti esclusivamente per il sito, la seconda è l'opera costante di collegamento e raccordo tra articoli e notizie, la creazione di percorsi di approfondimento per il lettore.

Sul cartaceo trovi l'articolo del giorno o l'inchiesta: sul sito trovi lo stesso articolo e insieme all'articolo trovi i link agli altri articoli che si sono occupati della stessa vicenda, in altri tempi o in altri modi, nonché spesso uno o più contenuti multimediali. Lo sforzo è quello di integrare il sito al giornale e viceversa, così da rafforzarsi reciprocamente. Anche ma non solo per questa ragione l'edizione cartacea dell'Unità si legge gratuitamente online dalle 13 di ogni giorno.

Da giornalista e appassionato di politica credi che chi amministra il paese abbia perso di vista la cronaca dei cittadini?

Istintivamente, mi verrebbe da dirti che chi amministra il paese ha completamente perso di vista le esigenze dei cittadini, visto il modo indegno in cui se ne occupa. Pensandoci un po', però, mi sembra invece che la politica abbia presente sin troppo bene la vita e le esigenze delle persone.

Il problema è che le sorti di un politico o di un partito non dipendono più - o almeno, non in questa fase - dalla sua capacità di rispondere a queste esigenze, di risolvere i problemi o quantomeno sforzarsi di proporre delle soluzioni, bensì esclusivamente dalla capacità di dare a quei problemi una lettura e una narrazione facile ed efficace, così da orientare quelle esigenze e quelle opinioni in un modo che sia a lui conveniente dal punto di vista elettorale.

Non è uno scandalo, ma in una democrazia sana l'elaborazione delle proposte e l'orientamento delle opinioni dovrebbero sorreggersi a vicenda. In Italia ci è rimasta soltanto la seconda: se la colpa di questa pessima deriva è da ascrivere al ceto politico del paese, il sistema dell'informazione ne è stato sicuramente principale e imprescindibile complice.

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