Ore 12 - Silvio Berlusconi nella "morsa" fra i sondaggi (virtuali) e gli umori (reali) della gente

altroI sondaggi valgono, ma il “naso” che percepisce gli umori della gente, vale di più.

I sondaggi confermano la popolarità di Silvio Berlusconi. Ma sotto traccia serpeggia il malcontento popolare, si allarga la forbice fra l’ottimismo di cartapesta del premier e la dura realtà quotidiana.

Si fa strada una insoddisfazione “trasversale” che riguarda soprattutto il governo incapace e la sua maggioranza rissosa, un cono d’ombra minacciosa che presto coinvolgerà lo stesso premier.

Scrive Peppino Caldarola sul Riformista: “L’opinione pubblica viene logorata dall’immobilità apparente della politica, dal ripetersi di un copione che non cambia mai, dal bisogno di cercare altre strade”. Sì, l’Italia è oramai a questo punto di crisi.

La gente paga sulla propria pelle le mancate promesse del Governo e “sente” che Berlusconi non è in grado di dare al Paese la “svolta” promessa.

Anche l’annunciato discorso televisivo (una vera e propria minaccia) del Cavaliere alla nazione sui temi della giustizia viene recepito come un “rito” stantio e potrebbe sancire il nuovo gap fra il premier e la nazione: invece di un plebiscito per un rilancio alla grande, un boomerang per il definitivo e repentino ko.

La fine del berlusconismo (come modello di società e della politica) non è vicina. Ma non è lontana la debacle di Berlusconi.

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