Direzione del Pd in diretta: la relazione di Bersani approvata. La parola a Napolitano

18.24: la relazione di Bersani è approvata con un voto di astensione e tutti gli altri (presenti) favorevoli.

18.23: Bersani conclude con un riferimento al congresso del Pd che verrà, sicuramente una volta che saranno palesi i prossimi calendari istituzionali. E poi termina così: «Ci affidiamo al lavoro del Presidente della Repubblica».

18.20: Bersani chiude definitivamente ad Alfano.

18.19: «Anche in caso di un piano B, non è che noi scompariamo. Abbiamo il triplo dei deputati di Grillo e il doppio di quelli della destra».

18.17: fra una metafora e l'altra, Bersani riesce a dire no al «pensiero unico» dell'Unione Europea.

18.12: Bersani chiude i lavori, come dicevamo. La giacca non c'è più, sono arrivate le maniche di camicia arrotolate.

Per il segretario del Pd, la discussione ha arricchito gli 8 punti. Alcune proposte andranno raccolte e faranno anche una consultazione in rete e dei questionari per stabilire le priorità; il nodo centrale è il fatto che non si tratti più di proposte elettorali, ma di punti che si possono portare a compimento.

18.00: parla nuovamente Pier Luigi Bersani

12.30: stando a quanto si apprende, Matteo Renzi non parlerà alla direzione del Pd: il sindaco di Firenze avrebbe abbandonato la sede dell'incontro.

11.55: gli interventi si susseguono, uno dopo l'altro, è il tema è sempre lo stesso: fiducia al segretario del Pd per un governo di scopo.

11.18: tocca a Dario Franceschini. Che approva Bersani. Ma che invita ad allargare il campo della discussione (quindi, anche verso Scelta civica).

11.12: Silvio Lai, Segretario Regionale del Pd Sardegna, offre il suo supporto alla proposta di Bersani. E invita ad affrontare il tema Lombardia, per osservare ciò che avverrà nel paese, e per agire di conseguenza.

11.08: Bersani: «Nessun accordo con la destra berlusconiana». Così, il segretario del Pd chiude la sua relazione. Ora la palla passa alla discussione: ai relatori viene chiesto di contenere i propri interventi in sette minuti.

11.00: Bersani rielenca i punti che proporrà per il Governo, e li approfondisce. Verranno tutti pubblicati in rete, insieme a testi normativi e documenti di dettaglio. Il segretario del Pd specifica anche che si tratta di punti irrinunciabili per l'ipotesi di Governo. Il che significa, molto banalmente, tanti saluti al Pdl.

10.54: «I rapporti di forza ci consegnano la responsabilità di avere una proposta per il paese».

10.47: Bersani fa notare che la presunta rimonta del Pdl dipende dal mancato risultato del Centrosinistra, che peraltrò è «speculare» rispetto al M5S. Il Pd perde consenso nelle medesime fasce sociali che sono passati a votare il M5S e viene letto come profondamente «omologato a un sistema che non gira».

10.46: «L'idea che non ci fosse l'avversario» è stata un elemento negativo.

10.43: l'analisi politica di Bersani parte dai conti sul voto. E fa notare che il voto al Movimento Cinque Stelle è presente in maniera sostanziale fra i giovani e fra le fasce più colpite dalla crisi. Il che non può affatto sorprendere.

10.42: «Qui non si sta corteggiando Grillo. Si sta cercando di capire cosa succede nel profondo. Si sta cercando di bucare l'autoreferenzialità del sistema».

10.36: Bersani introduce la sua relazione parlando dei sommovimenti a livello europeo: «Sciame sismico che sommove le democrazie rappresentative in Europa». In Italia i dati del Pil e della recessione «sono paragonabili solo al periodo successivo alla seconda guerra mondiale».

10.30: ecco la diretta video della direzione del Pd, che seguiremo "live".

La direzione del Pd

Pier Luigi Bersani

6 marzo 2013 - Ci siamo. Fra poco più di un'ora, alle 10, si riunirà la direzione del Pd. Scontato, o quasi, l'esito di conferma di fiducia a Pier Luigi Bersani, che dovrebbe proporre, secondo i bene informati, un ticket che dovrebbe comprendere un tentativo di trovare l'accordo sugli otto punti insieme a Beppe Grillo e al Movimento Cinque Stelle.

E la possibilità di portare Romano Prodi al Quirinale (non dimentichiamo che Prodi ha avuto un incontro con Casaleggio prima delle elezioni. Potrebbe essere un segnale).

Ma non vi è alcuna certezza sul dopo, con il partito diviso in due (almeno) e con Matteo Renzi che preme (ha cominciato a farlo ieri a Ballarò, in sordina) per qualcosa di alternativo al voto subito. Che cosa?

Verso la direzione del Pd

15.36: anche Matteo Renzi parteciperà alla direzione del Pd di domani. Lo ha comunicato lo stesso sindaco di Firenze, a margine del suo incontro con Mario Monti, sul contenuto del quale c'è ancora riserbo: «Uscirà un comunicato», ha detto Renzi.

Pier Luigi Bersani

La direzione del Pd è convocata per domani, mercoledì 6 marzo 2013. Tanti i temi caldi, ovviamente, tutti a partire dall'esito inatteso delle elezioni politiche 2013 e dal futuro del partito (e forse del Governo).

Si comincia alle 10, presso la Sede Nazionale del Pd a Roma, in Via Sant'Andrea delle Fratte.

L'ordine del giorno è il seguente:


Elezioni Politiche – iniziative del PD: Relazione del Segretario Pier Luigi Bersani
Varie ed eventuali

Dentro a quelle "varie ed eventuali", che seguirano la relazione di Bersani, c'è un mondo intero.

Toccherà capire, infatti, se prevarrà la linea che sembra essere, al momento, quella maggioritaria all'interno del partito. Ovvero, Pier Luigi Bersani che rimane come guida del Pd, avendo vinto le primarie di Coalizione (ma quanto sembrano lontane quelle giornate, poche manciate di settimane fa a dire il vero, in cui il segretario poteva sollevare le braccia al cielo in segno di vittoria) ed essendo comunque leader della coalizione che ha avuto la maggioranza assoluta dei seggi alla Camera (in virtù del premio di maggioranza) e la maggioranza relativa al senato.

Ma non c'è solo questa linea, naturalmente.

Ci sono i renziani convinti, quelli che ora usano il periodo ipotetico dell'irrealtà (ovvero: «Ci fosse stato Renzi...») e che tifano per Matteo Renzi come successore naturale di Bersani. Forse che lo vorrebbero addirittura in gioco da subito (ammesso che il sindaco di Firenze, in questo momento in visita a Palazzo Chigi per parlare con Mario Monti). Sicuramente da dopo il tentativo di Bersani (che già tutti ipotizzano come fallimentare) di chiudere il discorso e ottenere una fiducia parlamentare a un governo da 8 punti.

Ci sono quelli che, come Massimo D'Alema, si limitano a ribadire che il Pd

«ha la maggioranza assoluta alla Camera e nessuna soluzione può prescindere dal partito».

Ci sono quelli come Stefano Fassina e Pippo Civati che vedono come uniche due alternative il governo Pd-M5S oppure il voto, e che bocciano categoricamente l'ipotesi del governissimo con il Pdl.

Ci sono anche quelli che, come Michele Emiliano, vorrebbero che l'incarico venisse affidato direttamente a Beppe Grillo (o chi per lui nel M5S).

La direzione del Pd sarà trasmessa in diretta video in streaming su Youdem Tv: non è una novità (e dunque la cosa non è dovuta alla spinta propulsiva del Movimento Cinque Stelle), è già accaduto in altre occasioni in passato.

E questo è evidentemente un appuntamento che il Pd non può mancare con la sua base.

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