Governo, Michele Santoro propone un esecutivo da approvare per Pd e M5S

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La formazione del nuovo governo assume sempre di più i contorni di una partita di fantacalcio, e neanche Michele Santoro e la sua squadra di Servizio Pubblico si sottraggono al gioco. Così sulla pagina Facebook della trasmissione di La7 è comparso il "governo da approvare", una "proposta di un governo lanciata da Servizio Pubblico che potrebbe essere approvata insieme da Pd e M5S". Il governo sarebbe presieduto dal giurista Stefano Rodotà, il cui nome peraltro era già circolato nei giorni scorsi perché gradito al Pd ma apprezzato anche dai grillini.

Per la composizione dell'esecutivo, sono state scelte perlopiù personalità dell'ambito della sinistra, ma non mancano esponenti dell'attuale governo Monti e anche persone dalle posizioni politiche più distanti. Questa la formazione del governo secondo Santoro:

Presidente del Consiglio: Stefano Rodotà
Interno: Anna Maria Cancellieri
Sanità: Gino Strada
Cultura: Salvatore Settis
Difesa: Fabio Mini
Esteri: Laura Boldrini
Istruzione: Milena Gabanelli
Welfare: Maurizio Landini
Politiche Agricole: Carlo Petrini
Ambiente: Catia Batioli
Sviluppo Economico: Fabrizio Barca
Economia: Luigi Zingales
Giustizia: Pier Camillo Davigo
Pari Opportunità: Irene Tinagli

Spiccano i nomi di Gino Strada e Maurizio Landini in due dicasteri-chiave, che darebbero un'impronta marcatamente di sinistra all'esecutivo. Anna Maria Cancellieri sarebbe confermata agli interni e Fabrizio Barca passerebbe allo Sviluppo. Si occuperebbero dei loro settori di competenza Laura Boldrini, ex portavoce dell'Alto Commissariato Onu per i rifugiati, Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, il militare Fabio Mini, lo storico dell'Arte Settis e la scienziata Catia Bastioli. Outsider invece la giornalista Milena Gabanelli all'Istruzione.

Proveniente da altre posizioni sono invece Luigi Zingales, economista dell'Università di Chicago, tra i fondatori di Fare per Fermare il declino (a lui si deve il Giannino-gate), già consigliere di Renzi ma su posizioni economiche diametralmente opposte a quelle del M5S (per non parlare del "collega di governo" Landini, segretario della FIOM). Anche Pier Camillo Davigo, già pm di Mani Pulite, è accreditato su posizioni di centrodestra, anche se è sempre stato critico sulla gestione berlusconiana della giustizia. Infine l'economista Irene Tinagli, proveniente da Italia Futura di Montezemolo e neoeletta nel centro montiano.

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