Conclave 2013, Timothy Dolan: chi è?

Le elezioni presidenziali USA e il voto dei cattolici. Pro vita o contro la povertà?
Si parla spesso della possibilità che il prossimo Papa sia extraeuropeo: africano, asiatico, sudamericano. Ma c'è un'altra possibilità, che il Pontefice che succederà a Papa Benedetto XVI sia americano del nord, per la precisione statunitense. Il Cardinale Timothy Dolan di New York è l'uomo che incarna le speranze dei cattolici Usa: "Il suo profondo conservatorismo combinato con un carisma da uomo del popolo lo rendono popolare presso la comunità dei fedeli", scrive il New York Times. E già adesso Dolan riveste un ruolo di primo piano: presidente della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, ragione per cui lui si schernisce e dice: "Preferirei restare arcivescovo di New York".

Un metro e ottanta di altezza, stazza imponente, origini irlandesi, amante del buon cibo, del buon vino e dei buoni sigari, Dolan è nato a Saint Louis, in Missouri, nel 1950, città di cui è stato nominato sacerdote nel 1976. Negli anni Novanta vive a Roma, dove viene eletto rettore del Pontificio Collegio Americano. E qui rimane fino al 2002, quando Giovanni Paolo II lo ordina Arcivescovo e lo spedisce a Milwaukee per rimediare agli scandali del predecessore Weakland, che aveva ammesso di avere avuto una relazione con un uomo.

Nel 2004, nel pieno dello scandalo pedofilia che colpisce gli Stati Uniti, è uno dei pochi vescovi che pubblica i nomi dei sacerdoti della sua diocesi accusati di pedofilia, anche se questa vicenda ci sono alcune ombre. Scrive Vatican Insider nel giugno 2012:

Secondo quanto ammesso dall'arcidiocesi di Milwaukee, ai sacerdoti ritenuti, per le accuse ricevute, “non riassegnabili” ad un ministero pastorale fu offerto un pagamento fino a 20mila dollari perché non frapponessero ostacoli al loro processo di laicizzazione da parte dell'autorità ecclesiastica. Per Jerry Topczewski, il segretario generale della diocesi, si trattava di un contributo per aiutare i sacerdoti coinvolti nella fase di “transizione” alla vita da laico: “Che piaccia o no, l'arcidiocesi è canonicamente responsabile per il sostegno economico di un prete – anche se questi ha commesso un crimine orribile e un peccato come l'abuso sessuale di un minore”. Ma per il gruppo di sostegno delle vittime Snap, Survivors Network of those Abused by Priests, il pagamento non era altro che una “mazzetta” offerta al prete perché lasciasse la Chiesa senza creare problemi – i soldi venivano pagati metà subito, metà a conclusione del processo di riduzione allo stato laicale. Inoltre, la cifra offerta ai preti pedofili era molto simile al risarcimento massimo offerto all'epoca alle vittime, pari a 30mila dollari.

Inoltre, pochi giorni fa Dolan è stato interrogato dalla polizia che sta indagando sulla faccenda. Un'ombra che potrebbe compromettere la corsa al soglio pontificio? Di sicuro fino a questo momento non ha creato problemi alla sua carriera negli Stati Uniti, visto che nel 2009 è arrivato a New York (l'arcidiocesi più presigiosa degli Usa) e infine Benedetto XVI lo ha nominato Cardinale nel 2012.

Tra i due, in effetti, c'è grande sintonia: entrambi su posizioni conservatrici ed entrambi sostenitori della necessità di una nuova evangelizzazione dell'Occidente secolarizzato. La differenza è che Dolan non ha nessuna remora a trafficare in politica: celebre la sua battaglia contro la riforma della sanità di Barack Obama, che obbligava i datori di lavoro a inserire nell'assicurazione che devono obbligatoriamente pagare ai dipendenti la copertura per contraccezione, sterilizzazione e aborto. Obama non ha fatto marcia indietro, ma Dolan ha portato i cattolici al centro dell'attenzione, in un paese dove sono i protestanti a dominare l'agenda politico-mediatica.

D'altra parte il suo essere cattolico non gli vieta di essere su posizioni vicinissime ai wasp (white anglosaxon protestants) del Partito Repubblicano: come ha dimostrato ad agosto benedicendo la convention di Tampa per la candidatura di Mitt Romney. Ci furono polemiche, rientrate solo dopo la decisione in extremis di benedire anche la convention democratica, palco del quale approfittò per attaccare i matrimoni omosessuali e la possibilità di abortire.

Altra notevole caratteristica è la sua passione per i nuovi mezzi comunicativi: ha un profilo su Twitter e un suo blog ("The Gospel in the digital age") che sta aggiornando anche da Roma.

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