Gaspare Spatuzza, Berlusconi e Schifani: i contatti mafiosi e la solidarietà bipartisan

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Più si avvicina il 4 dicembre, più il nome Gaspare Spatuzza, echeggia. Più le sue dichiarazioni sui presunti contatti mafiosi di Silvio Berlusconi e dell'attuale Presidente del Senato Renato Schifani riempiono le pagine dei blog e dei giornali. Ieri Schifani ha raccolto - oltre a delle minacce di morte per sé e per la famiglia, per le quali gli è stata rinforzata la scorta - anche la solidarietà di maggioranza e opposizione.

Unite, tendenzialmente perché in questo genere di occasioni non si può non essere uniti: e se si lascia trapelare la minima crepa nel solidarizzare con l'altro, l'altro è subito pronto ad accusare di "Poco senso dello Stato" chi a suo giudizio non l'ha avuto. E' solo etichetta istituzionale. Tornando però alle dichiarazioni (tutte da stra-verificare) di Gaspare Spatuzza, sui legami tra la strategia stragista di Cosa Nostra nel 1992 e nel 1993 si leggono spunti interessanti nel blog Rosalio, molto ben informato sui fatti siculi. Fabrix commenta:

A me, francamente, non importa granchè di queste dichiarazioni, esternate tra l’altro da personaggi la cui credibilità è per lo meno dubbia e possibilmente interessata: non è la prima volta, nè sarà l’ultima. Io, da siciliano, posso al più pensare che possano anche essere vere, dato che certi “meccanismi”, purtroppo, ci riguardano spesso direttamente. Spetta comunque ad altri, per fortuna, valutarle ed eventualmente agire di conseguenza

E si tirano in ballo un paio di episodi non proprio edificanti, sulla carriera politica di Renato Schifani...

Uno, quando con Totò Cuffaro accusato - e in seguito sarebbe stato condannato - per legami non proprio limpidi con mafiosi assortiti, gli spiega che no, Forza Italia (dei tempi) è un partito garantista, e lui non dovrebbe dimettersi:

"Totò Cuffaro, nel caso in cui venisse condannato, non sarà obbligato a dimettersi. Nel 2000 il governo regionale di centro sinistra votò una legge dove erano elencati tutti i reati che provocano la decadenza del parlamentare. I presunti reati per i quali è accusato Cuffaro non sono menzionati. Forza Italia è un partito garantista. Poi, che senso avrebbe se Cuffaro venisse condannato in primo grado e poi assolto in appello? Andremmo inutilmente alle urne?"

Insieme all'episodio che vi ho appena citato si parla anche della Sicula Brokers, società con la quale sul finire degli anni settanta - inizio ottanta, Schifani avrebbe avuto contatti con personaggi dalla fedina penale non proprio limpida. Ne avevamo scritto anche noi: forse vi ricordate della puntata di Che Tempo che Fa con Travaglio... ai tempi era stato un discreto botto mediatico. Un riassunto lo trovate su questa pagina dell'Italia dei Valori. E ancora, si racconta in quelle pagine di un episodio non proprio edificante, e di nuovo tutto da verificare: quando Schifani avrebbe mostrato una certa arroganza da Casta in un cinema di Palermo, il Cinema Aurora:

“Ero presente al cinema Aurora quando il senatore Schifani ha tentato di entrare nonostante la sala fosse piena e lui fosse senza titolo d’ingresso. Ho visto l’arroganza dei suoi accompagnatori, l’arrivo della polizia, la rabbia impotente degli addetti all’ingresso e del gestore. Assistere a queste forme primitive di sopruso e di esercizio del potere fa stare male e mi ero sentito sollevato quando ho visto che il caso, anche se piuttosto edulcorato, era finito sui giornali. Ora, di fronte alle scuse presentate da chi ha subito l’offesa provo un forte senso di pena e di rabbia per un paese in mano a una classe dirigente di così basso profilo“

Se ne legge nel blog di Antonio Pagliaro. Certo, sono solo fatti di cronaca, mica reati, sono dichiarazioni, mica capi d'imputazione. Ma che danno l'idea a chi ci ci vive lontano, dell'aria che si respiri a volte in Sicilia.

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