Lega Nord, cassa integrazione e immigrati: è solo propaganda


Vediamo di dirlo forte e chiaro: alla Lega Nord della questione welfare e ammortizzatori sociali non importa assolutamente nulla. Meno di zero. Il Carroccio se ne interessa infatti solo nella misura in cui questo le permette di lanciare palle incatenate sull'unico fronte che le sta a cuore davvero: quello della propaganda xenofoba. Con risultati che farebbero ridere, se non ci fosse da piangere.

Prendiamo la sparata di ieri sulla necessità di porre un tetto più basso alla durata della cassa integrazione dei lavoratori extracomunitari. Il motivo? Secondo Maurizio Fugatti, deputato del Carroccio e capogruppo in commissione Finanze: "Le risorse sono quelle che sono e prima dobbiamo pensare agli italiani".

Mai ricostruzione fu più priva di fondamento e lontana dai veri, grandi problemi del nostro sistema di tutela della disoccupazione. Vediamo di fare un piccolo riassunto for dummies, dopo il salto.

Circa 4 disoccupati su 5, nel nostro paese, non ricevono alcuna forma di sostegno dallo Stato (checchè ne dica Berlusconi). La cassa integrazione e le altre forme di tutela esistenti raggiungono infatti soltanto alcune fasce privilegiate di lavoratori.

Riassumendo e semplificando al massimo, esistono in Italia tre tipologie di lavoratori: i primi sono quei fortunati dipendenti di grandi imprese (come i gli esuberi Alitalia) che ricevono la CIG, ovvero un'alta proporzione del loro stipendio precedente, per mesi/anni. Senza che venga fatto loro obbligo di cercare un nuovo lavoro.

Ci sono poi quelli che invece si accontentano della semplice indennità di disoccupazione: che dura solo pochi mesi, e garantisce una percentuale del salario molto minore. Finito quel breve periodo, a spasso. Infine, c'è quasi tutta una generazione di precari che, se va bene, riceve dallo Stato, una tantum, uno/due mesi di stipendio. Se va male, assolutamente nulla.

Un quadro di profonda ingiustizia, come si vede. C'è chi riceve troppo e chi nulla. Ma in nessun modo si può dare la colpa di questa situazione agli immigrati. Che risultano anzi penalizzati dalla Legge Bossi-Fini che già oggi impedisce a molti di loro, che ne avrebbero diritto, di percepire i 6 mesi di sussidio di disoccupazione.

Sarebbero possibili soluzioni? Sì, creando quell'assegno unico di disoccupazione che esiste in tutta Europa e che è stato proposto anche per il nostro paese da tanti: dai più autorevoli studiosi di mercato del lavoro al PD di Veltroni e Franceschini.

E le risorse? Ci sono. Come hanno dimostrato Tito Boeri e Pietro Garibaldi infatti una seria riforma degli ammortizzatori sociali sociali costerebbe solo l’1% della spesa corrente annuale. Questo perchè il nostro sistema fondato sulla cassa integrazione costituisce una tale fonte di sprechi che sostituirlo con un modello "europeo" finirebbe per costare pressapoco lo stesso.

In un quadro come questo, l'uscita della Lega ha un solo significato: ci indica che il partito non è minimamente interessato alla questione in sè, nè alla sorte di quelle centinaia di migliaia di disoccupati che restano senza alcun tipo di tutela. Preferisce di gran lunga farsi della facile propaganda con un'uscita ad effetto contro il suo spauracchio preferito: lo straniero.

E finchè gli elettori continueranno a premiarla per questo, non si vede perchè dovrebbe smettere.

Foto | Flickr.

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