Rassegna stampa estera: Berlusconi e gli intrighi della politica italiana


Rimane sempre lui il mattatore quasi esclusivo nei commenti dei media internazionali: stiamo parlando ovviamente di Silvio Berlusconi, che è anche questa settimana l'oggetto di una grande quantita di articoli da parte delle testate d'oltralpe.

Cominciamo dalla tedesca Frankfurter Rundschau, che si è espressa duramente sul progetto di legge sul processo breve:

Decine di migliaia di imputati in Italia possono rallegrarsi del recentissimo scudo giudiziario che deve proteggere il capo del governo Silvio Berlusconi dalle condanne. Uno dei beneficiari è il comproprietario dell’ex stabilimento Eternit Stephan Schmidheiny. Il processo a Torino, nel quale l’industriale svizzero deve rispondere di 2000 decessi per l’amianto, andrà probabilmente in prescrizione grazie al disegno di legge per salvare Berlusconi. Come pure il processo contro l’ex patron della Parmalat Calisto Tanzi. Migliaia di piccoli risparmiatori che hanno perso i loro risparmi nel 2003 a causa del crack da 14 miliardi di euro, vedono svanire la speranza che i colpevoli vengano condannati

La New York Review of Books, in un lunghissimo articolo pubblicato martedì scorso, ha avuto parole di fuoco per il premier italiano, ma anche per l'opposizione:

È segno dell’inettitudine (o dell’istinto suicida) del principale partito d’opposizione italiano, il Partito democratico, il fatto di aver trascorso il periodo di maggiore impopolarità del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ad agitarsi per l’elezione del segretario di partito – per essere infine travolto, alla vigilia del voto, il 25 ottobre (il vincitore è poi risultato Pierluigi Bersani, un accorto ex ministro in diversi governi di centro sinistra), da una valanga di bambolone esplosive (…) Berlusconi, per parte sua, è tornato nel calderone degli scandali e della corruzione da quando una sentenza della Corte suprema italiana l’ha reso di nuovo perseguibile anche durante il mandato, e lui si è lasciato scappare che non ama più così tanto il suo lavoro. È un disincanto evidente: il personaggio pubblico ha rivelato un lato spigoloso che non è mai stato così plateale, e ha cercato troppo spesso conforto nella compagnia di dittatori come Vladimir Putin e Muammar Gheddafi. Avventure che hanno un fondo pragmatico; l’industria italiana si alimenta di petrolio libico e di gas russo e, proprio come i principi rinascimentali, questi uomini di solito stringono accordi nel bel mezzo di feste stravaganti

In Gran Bretagna il Times ha ironizzato sul recente attivismo di Berlusconi sulla scena internazionale:

Quando sono sotto pressione in casa, molti leader giocano a fare gli uomini di stato internazionali. Così accade per Silvio Berlusconi: sempre più assediato per le accuse di corruzione e per gli scandali sessuali, lunedì diventerà il primo leader occidentale in 15 anni a visitare Minsk e a discutere con Alexander Lukashenko, l’autoritario presidente della Bielorussia. (..) Si parla sempre più spesso di elezioni anticipate. L’Italia, dopo un decennio in cui si è mossa verso un sistema di alternanza tra governi di sinistra e di tipo inglese, sembra aver intenzione di tornare al suo abituale sistema di coalizioni litigiose e di continui cambi di governo. Se il fenomeno Berlusconi sia una causa o un sintomo di questo instabilità sarà il compito degli storici deciderlo

Ed è proprio la crescente tensione interna alla maggioranza ad aver attirato l'attenzione dell'austriaco Der Standard, che si è concentrato sul ruolo giocato da Gianfranco Fini:

Con un indice di gradimento del 60 per cento il Presidente della Camera dei Deputati ha decisamente superato il capo del governo (48 per cento). Il libro di Fini “Il futuro della libertà” si trova subito dietro a quello di Andrea Camilleri. Il quotidiano della famiglia Berlusconi “Il Giornale” ha avuto solo parole velenose per la “novità editoriale del compagno Fini”. Comprensibile quindi che questo cattivo clima trovi eco anche in Parlamento. Nonostante la piena maggioranza alla Camera e al Senato la coalizione di destra la settimana scorsa ha dovuto porre la fiducia per la ventiseiesima volta, perché la Lega Nord non ha voluto appoggiare una legge sulla privatizzazione dell’acqua potabile. In diciotto mesi il governo ha incassato ben 33 fallimenti di voto. Il Parlamento – superfluo agli occhi del capo del governo – vota quindi solo le proposte del governo, mentre ad altre leggi il ministro delle Finanze Tremonti nega la copertura finanziaria

Sul Daily Telegraph James Walston, professore di scienze politiche all'Università Americana di Roma, ha commentato però così le chances di Fini in questo momento:

“Fini non è il tipo che si toglie il guanto e lo getta per chiedere un duello (..) Non ha ancora mosso i suoi cannoni, sta giocando una strategia di lunga durata. Non penso che ci siano possibilità che Berlusconi cada nel prossimo futuro, ma Fini sta aspettando”

Barbara Serra, sulle pagine del Blog sull'Europa che cura per conto di Al Jazeera, è partita dalla copertina che Rolling Stone Italia ha dedicato a Silvio Berlusconi come "rockstar dell'anno" per dare voce ad una domanda che assilla i media stranieri:

E’ difficile per gli osservatori esterni riuscire a capire come gli italiani possano trovare accettabile che un uomo con così tante nubi sopra la sua testa debba guidare il paese. Eppure ci riescono. Silvio Berlusconi ha avuto problemi con la legge durante tutta la sua carriera, ma la verità è che agli italiani questo sembra semplicemente non interessare. Non importa loro delle accuse di corruzione, dei presunti incontri con prostitute e dell’ovvio conflitto di interessi che deriva dal fatto che il primo ministro controlla la maggior parte dei media. Gli italiani si possono anche lamentare di Berlusconi in privato, ma quando si è trattato di votare, l’hanno ripetutamente eletto come proprio leader

Una possibile risposta a questi dubbi ricorrenti la possiamo forse trovare sulle pagine del britannico Guardian, che sembra aver trovato questa settimana per il premier italiano parole più benevole del solito:

Il primo ministro italiano può anche essere sotto pressione a causa della sua vita privata e dei suoi attacchi ai giudici che cercano di processarlo per corruzione. Ma, benché il suo governo sia a corto di denaro, ha mantenuto la promessa di fornire delle abitazioni decenti ai casi con la priorità più alta prima dell’inverno. In una società in cui è radicato il cinismo verso lo stato, e in cui le vittime di disastri naturali sono spesso state ignorate, se non sfruttate, si tratta di una novità. Aiuta a spiegare perché, nonostante gli scandali, quasi il 50% degli elettori continui a sostenerlo. Circa otto mesi dopo il disastro, tuttavia, molto resta da fare e resta aperta la questione di quale futuro il governo Berlusconi abbia in mente per una delle più graziose città d’Italia. Sempre che ne abbia in mente uno

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