Conclave 2013: il telegramma al papa emerito e i cardinali che non hanno fretta

Conclave 2013: il cardinal Marc Ouellet

Se le dimissioni di papa Benedetto XVI non sono certo un unicum nella storia della chiesa (in proposito vi rimando al testo di Roberto Rusconi, Il gran rifiuto. Perché un papa si dimette) una novità assoluta è, senza dubbio, quella che si è avuta ieri, e cioè il telegramma che il Collegio Cardinalizio riunito in Vaticano per la terza Congregazione Generale in periodo di sede vacante ha inviato al papa emerito Benedetto XVI. Questo il testo del telegramma:

A Sua Santità
il Papa emerito Benedetto XVI
Castelgandolfo

I Padri Cardinali riuniti in Vaticano per le loro Congregazioni Generali in vista del prossimo Conclave Le inviano in coro un devoto saluto con l’espressione della loro rinnovata gratitudine per tutto il Suo luminoso ministero petrino e per l'esempio loro dato di una generosa sollecitudine pastorale per il bene della Chiesa e del mondo.
La loro gratitudine vuole rappresentare la riconoscenza di tutta la chiesa per il Suo instancabile lavoro nella vigna del Signore.
I membri del Collegio Cardinalizio confidano infine nelle Sue preghiere per loro, come per tutta la Santa Chiesa.
+ Angelo card. Sodano
Decano del Collegio Cardinalizio

Dal Vaticano, 5 marzo 2013

Piccoli gesti che rimangono nella storia.

Non tutti i cardinali elettori sono a Roma

Non sono ancora arrivati a Roma tutti i cardinali elettori. Questo è normale nel caso di morte del papa, visto che la data di morte naturale di una persone non è prevedibile. Ma nella situazione particolare si sapeva da giorni la data di inizio della Sede Vacante. Si chiede Andrea Tornielli:

A me questa pare una notizia non da poco. Perché questa volta la data d’inizio della Sede Vacante è stata conosciuta con largo anticipo (16 giorni), e tutti i cardinali sapevano che la sera del 28 febbraio Benedetto XVI avrebbe lasciato il pontificato. Si possono comprendere impegni già presi e agende, ma così come sono state stravolte le agende di migliaia di giornalisti, è ovvio che lo siano state innanzitutto quelle dei cardinali elettori. Perché dunque non si sono presentati lunedì mattina? O perché non sono venuti per l’ultimo saluto al Pontefice dimissionario, la mattina del 28? È una domanda che considero lecita. E che nulla ha a che fare con la possibilità o meno di anticipare il conclave: se la maggioranza dei cardinali riterrà opportuno attendere due settimane di Sede Vacante, non si voterà prima dei quindici giorni stabiliti dalla Costituzione “Universi Dominici gregis”. Il conclave, secondo alcune voci autorevoli che provengono dall’interno del collegio, potrebbe iniziare lunedì o martedì prossimo. Ma per sapere se sarà così, bisognerà attendere ancora. Nonostante la “vacanza” della sede fosse programmata con largo anticipo.

Complottismo? Fantapolitica? Non direi. Certo è che l’assenza di alcuni cardinali elettori ha uno strano sapore.

Intanto, la macchina per il Conclave va avanti e sono iniziati i lavori nella Cappella Sistina che ospiterà le operazioni di voto.

Conclave 2013: le urne per l'elezione del papa

I tempi del Conclave e i porporati nordamericani

Pare che i cardinali si stiano orientando per discutere a lungo prima dell’inizio del Conclave in modo che una volta che questo è iniziato si possa eleggere rapidamente il nuovo pontefice (è stata fatta esplicita richiesta da parte di alcuni porporati di parlare apertamente di Vatileaks). Sottolinea padre Lombardi, portavoce vaticano:

I cardinali vogliono riflettere bene per capire, approfondire... avere tempo a disposizione senza affrettare le cose.

Capire bene e approfondire che per i cardinali nordamericani sta diventando vera e propria occasione di confronto con i media, con il disappunto di alcuni. Nota Paolo Rodari:

Il modo di porsi degli statunitensi sta scompaginando il tempo della sede vacante. Mentre i cardinali d’ogni colore e paese escono dall’Aula del Sinodo, dove hanno luogo i summit pre conclave, schivi e parecchio intimiditi, gli statunitensi giocano all’attacco. Dicono ciò che pensano, senza temere di mettere in piazza paure e sentimenti.

E continua:

È da due settimane che sister Mary Ann Walsh, portavoce della Conferenza episcopale statunitense, organizza quasi ogni giorno una conferenza stampa – oggi sarà la volta dei cardinali Sean O’Malley e Daniel DiNardo – al Collegio nordamericano. Insieme, Walsh accompagna a turno un cardinale sopra il braccio di Carlo Magno, o sull’impalcatura riservata ai media all’entrata di piazza San Pietro, per interviste poi rilanciate in tutto il mondo dai principali canali televisivi statunitensi. L’idea è di giocare d’anticipo, far sentire la propria voce nel modo ma soprattutto a Roma. Vatileaks? «Quanto allo stato della Chiesa – dice non a caso il cardinale Francis George, arcivescovo di Chicago – porremo questioni ai cardinali coinvolti nel governo della curia, e in questo contesto ogni cosa potrà emergere». Ieri, alla prima Congregazione generale, gli statunitensi sono arrivati tutti assieme, su un pulmino Mercedes preso a noleggio. Non solo una dimostrazione di forza, la loro. Ma anche la volontà di fare squadra.

I papi di marzo

Intanto Centimetri ha realizzato una simpatica infografica in cui mostra tutti i papi eletti nel mese di marzo. L’ultimo in ordine di tempo è papa Pacelli, Pio XII. Il prossimo?

Conclave 2013: i papi di marzo

PS: causa in corso significa causa di beatificazione e canonizzazione in corso, non altro...

Foto | Getty
Infografiche | Centimetri

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO