Nichi Vendola rinuncia al Parlamento: «Guido la Puglia fino alla fine»


L'esito incerto delle urne provoca la prima conseguenza: il governatore della Puglia Nichi Vendola, capolista di Sinistra Ecologia e Libertà alla Camera, e quindi eletto, ha deciso di rinunciare al seggio a Montecitorio e di rimanere alla guida della Regione di cui è presidente dal 2005. Lo ha annunciato pochi minuti fa:

Continueremo fino a fine legislatura a fare del bene a questa terra. Abbiamo bisogno di stare saldamente al timone di questa nave che è la Puglia.

La carica di parlamentare e quella di presidente di Regione sono infatti incompatibili, ma non ci si aspettava che Vendola comunicasse così presto la sua decisione, prima ancora di capire quale sarà il futuro governo dell'Italia.

Nichi Vendola aveva annunciato la sua candidatura al Parlamento a gennaio, specificando contestualmente che avrebbe lasciato la presidenza della Puglia:

Dovrò lasciare la presidenza della regione Puglia, e voi sapete che la Puglia è l’amore della mia vita.
Cercherò di restare presidente fino all’ultimo secondo utile.

Oggi la marcia indietro. D'altronde al momento della candidatura la vittoria del centrosinistra alle elezioni era data per inevitabile, e Vendola era in predicato di diventare il vicepremier di Bersani e magari ricoprire un incarico di peso come quello di ministro del Welfare. Ora invece la situazione è decisamente cambiata, e anche se Vendola si sta adoperando (senza molto successo) a fare da pontiere tra Pd e Grillo le possibilità di pesare nel prossimo governo sono ridotte al lumicino. Meglio quindi tornare in Puglia e completare la legislatura, che finirà nel 2015, cercando magari di recuperare quei consensi che gli venivano accreditati fino a qualche mese fa.

La decisione è arrivata dopo le polemiche del Pdl pugliese, che già dal giorno dopo le elezioni ha cominciato a fare pressing sul governatore. Ieri i consiglieri regionali di centrodestra hanno occupato l'aula consiliare per spingere Vendola a decidere, e l'ex ministro e predecessore di Nichi alla Regione, Raffaele Fitto, aveva ironizzato sulla "legislatura ad personam". Vendola si è quindi trovato a dover decidere tra un rapido trasloco a Roma per un futuro incerto, con elezioni anticipate in Puglia dall'esito incerto (Sel è crollata al 7% e il centrodestra è di nuovo maggioranza nella Regione), oppure rinunciare al Parlamento e restare in Puglia. Negli ultimi giorni era nell'aria la scelta, anche se non così repentina.

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