Conclave 2013: banche etiche invece dello Ior nelle proposte di Famiglia Cristiana al nuovo papa

Conclave 2013: banche etiche invece dello Ior nelle proposte di Famiglia Cristiana al nuovo papa

Chiede trasparenza e chiarezza don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, al nuovo papa. Sul settimanale da lui diretto pubblica un dossier in cui si chiede ad alcuni illustri esponenti del mondo cattolico di indicare dei punti prioritari per la nuova chiesa che verrà. Secondo Sciortino, infatti, papa Benedetto XVI con le sue dimissioni

Ha mostrato il volto bello della Chiesa, nella sua trasparenza e pulizia evangelica, lontana dai palazzi e dagli intrighi del potere. [Pertanto] Col nuovo Pontefice ci si attende che la Chiesa riparta dai concetti conciliari di “popolo di Dio”, “sacerdozio universale”, uguale dignità per tutti i battezzati, piena corresponsabilità dei laici (per le donne in particolare), preferenza per i poveri e i più deboli. E una gerarchia a servizio dei fratelli, più che a gestire il potere. Con un respiro più universale e una particolare attenzione alle giovani Chiese delle periferie del mondo, segnate dalla persecuzione e dal martirio per la testimonianza della fede.

Basta con lo Ior, sì alle banche etiche

Tra i punti prioritari che più risultano interessanti c’è quello indicato dallo storico e sociologo Giorgio Campanini che consiglia di rivolgersi alle banche etiche

Una istanza fortemente avvertita dall’opinione pubblica, anche ecclesiale, è la liberazione del Pontificato da ogni legame (e ancor più da ogni compromissione) con la finanza. Oggi esistono, in Italia e in numerosi Paesi, le banche etiche, nelle quali il credito è accordato con criteri di grande severità e finalizzato soprattutto a progetti di sviluppo, con la totale esclusione di finalità speculative. Perché non delegare a esse, o a consimili strumenti, ciò che ha a che fare con la finanza(fatta salva una snella Commissione di controllo?). La più totale trasparenza sarebbe in tal modo assicurata e i fedeli, che continuano a offrire generosamente il loro obolo, saprebbero che il denaro dato alla Chiesa, soddisfatti i bisogni legati al suo funzionamento, è destinato prioritariamente ai poveri del mondo.

Trasparenza e nuova concezione della chiesa

Gli altri interventi su Famiglia Cristiana sottolineano vari punti prioritari. Ne riportiamo alcuni: per Gianfranco Brunelli, direttore della rivista Il Regno (una delle riviste più quotate nella Chiesa italiana) sostiene che “l’umanità ha bisogno che dal prossimo Conclave esca un pastore di comunione, non un uomo d’ordine”. Sulla stessa linea si pone Enzo Bianchi, priore di Bose: “Il desiderio di un Papa che riporti la comunione e con autorità metta fine a questa logica di bande contrapposte alla Chiesa ordinaria”.

Secondo il gesuita Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà Cattolica, il focus è la comunicazione: “La vita della Chiesa è chiamata ad assumere anche uno stile sempre più comunicativo e partecipativo, capace soprattutto di ascoltare i più giovani”. Un altro gesuita, padre Bartolomeo Sorge, direttore emerito di Aggiornamenti sociali, bacchetta i vescovi che non rispettano i laici e afferma:

La gerarchia ha il compito di illuminare e formare le coscienze; ma dà una grave contro-testimonianza evangelica, quando tende a trasformarsi in una forza rilevante sul piano politico, quasi in concorrenza con altre forze politiche.

Foto | Getty

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO