Inquinamento: avviso di garanzia a Roberto Formigoni



Sembra quasi esserci uno strano disegno del destino dietro le prossime elezioni regionali. Il sistema, malgrado tutte le riforme che sul federalismo sono state annunciate negli ultimi anni, sta esplodendo a causa degli scandali che attorno ai candidati più forti stanno scoppiando.

A sinistra come a destra. Quanto è successo a Piero Marrazzo o al collega Nichi Vendola, a cui i problemi della giunta locale potrebbero spedirlo dritto a delle primarie al termine delle quali non è detto che sia lui il candidato del PD, ha solo preceduto quanto sta accadendo nello schieramento di Silvio Berlusconi.

Roberto Formigoni, eterno enfant prodige mai davvero emancipato, ha ricevuto un avviso di garanzia (come riportato anche dai colleghi di 02blog.it) riguardante un’inchiesta su ambiente e inquinamento.

“Vuoi vedere – ha dichiarato il Governatore della Regione Lombardia - che c'entra con il fatto che siamo in campagna elettorale? Che il pm oggi decida, come è sempre stato, di accompagnare la mia campagna elettorale con avvisi di garanzia?”

Fermo restando che ad oggi non è stata ancora stabilita la colpevolezza di Roberto Formigoni la vicenda, alla base, deve far riflettere.

L’egocentrismo di molti rappresentanti politici, non tutti fortunatamente, è tale da associare un proprio presunto reato alla prossima campagna elettorale. Come se la presunta colpevolezza fosse meno grave se non ci fossero di mezzo gli appuntamenti elettorali. Perché?

Mai come oggi è giusto riportare al centro del dibattito tutti i ragionamenti fatti, poche settimane fa, su Nicola Cosentino. Esponente politico del Pdl riconducibile al clan dei casalesi.

Un reato, o un presunto tale, è prima di tutto un danno al paese. Alle persone che provano a vivere onestamente. Poi all’immagine del politico di turno che certo, candidatosi con tutta questa serie di grane, bella figura certo non la fa.

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