Conclave 2013: a cosa servono le congregazioni generali dei cardinali?

Conclave 2013: i cardinali elettori

Il conclave è sì il momento in cui si elegge il nuovo papa, ma non è certo paragonabile alle elezioni politiche cui siamo abituati. Anche a voler prescindere dal dato religioso e dai “suggerimenti dello Spirito Santo”, non possiamo ragionare prendendo a modello gli agoni elettorali degli altri paesi del mondo, per il semplice fatto che gli elettori del papa vengono da ogni parte del mondo e portano con sé un bagaglio socio-culturale che è diverso per ognuno. Se si aggiunge a questo il fatto che chi viene eletto ha poteri pressoché assoluti e può regnare per molti anni, si comprenderà come non si possano applicare le categorie di una “normale” elezione a questo evento.

I mezzi di informazioni sono senza dubbio esperti di elezioni e campagne elettorali e cercano di leggere anche quello che succede in questi giorni in Vaticano con le stesse lenti. Non sempre è così. Ci sono senza dubbio giochi politici e campagne elettorali sotterranee, ma ci sono molti altri fattori da prendere in esame.

A cosa servono le Congregazioni Generali?


I cardinali entrano nell'aula Paolo VI per le Congregazioni Generali 2013

È utile, dunque, chiarirsi un po’ le idee sull’utilità delle Congregazioni Generali dei Cardinali. Durante il consueto briefing di aggiornamento in Sala Stampa, padre Lombardi ha fornito alcune spiegazioni, che così riassume Salvatore Cernuzio su Zenit:

padre Lombardi ha spiegato che il cammino con cui il Collegio cardinalizio giunge “in coscienza alla migliore preparazione del Conclave” è un cammino “progressivo”, dove ad un iniziale momento di “apertura e condivisione”, subentra una “riservatezza assoluta” che vuole ben “tutelare la libertà di avvicinamento e di riflessione da parte di ognuno dei membri del Collegio”.

E la data di inizio del Conclave?

Padre Lombardi ha poi dichiarato: “Non si è decisa ancora la data d’inizio del Conclave”, rimarcando che, vista la particolare situazione di Sede vacante, “nel Collegio dei cardinali c'è la volontà di una preparazione adeguata, seria, approfondita, non affrettata”. Non è ancora parso opportuno, pertanto, “porre una votazione sulla data del Conclave che potrebbe essere sentita da una buona parte del Collegio come una forzatura rispetto alla dinamica di riflessione”. Inoltre, ha aggiunto, “mi sembra più rispettoso e naturale attendere che il corpo dei cardinali elettori sia presente al completo, come dovrebbe essere da domani”.

È per questo motivo che sono stati bloccati i briefing paralleli della chiesa nordamericana, di cui vi abbiamo parlato, e così spiegati da suor Mary Ann Walsh, portavoce dei presuli statunitensi:

Durante le Congregazioni Generali, è stata espressa preoccupazione per le notizie filtrate sulla stampa italiana sulle discussioni riservate. Come precauzioni, i cardinali hanno deciso di non dare interviste.

I cardinali indesiderati

Intanto l'associazione di vittime di pedofilia Snap ha stilato una lista di cardinali indesiderati che, secondo loro, non dovrebbero essere eletti papa, perché, in un modo o nell'altro, non hanno gestito chiaramente la questione abusi sessuali. Questi i nomi:


  • Maradiaga (Honduras)

  • Rivera (Messico)

  • Ouellet (Canada)

  • Turkson (Ghana)

  • Pell (Australia)

  • Bertone e Scola (Italia)

  • Sandri (Argentina)

  • Duka (Repubblica Ceca)

  • O'Malley, Dolan e Wuerl (Usa)

Anche qui, il commento di padre Lombardi è lapidario:

Non tocca a Snap dire chi deve venire in Conclave. Dipende dai cardinali stessi saper giudicare chi è adatto, senza bisogna di chiedere consiglio.

Conclave 2013: un po' di chiarezza su alcuni termini

Foto | Getty
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