Henrique Capriles non riconosce Maduro Presidente e chiede il riconteggio (Video)

Il candidato della destra venezuelana era l'unico ad avere qualche speranza di impensierire Nicolas Maduro nelle elezioni presidenziali in Venezuela. Il risultato è stato ben oltre le più rosee previsioni, dal punto di vista dei conservatori. Che ora vogliono di più

15 aprile 2013: too close to call si dice negli States, quegli States che Maduro odia (come il suo mentore Chavez) e cui, invece, Capriles guarda.

Ebbene, Capriles e Maduro sarebbero, secondo il primo too close to call, troppo vicini nei voti per attribuire ufficialmente la vittoria all'uno o all'altro.

In verità, il Centro Elettorale Nazionale si è espresso: sebbene con un solo punto percentuale di distacco, è Maduro a essere il nuovo Presidente del Venezuela.

Ma Capriles non è disposto a cedere così facilmente: l'occasione per indebolire ulteriormente i chavisti è enorme. E quindi, eccolo chiedere il riconteggio dei voti.

Capriles al voto

14 aprile 2013: Henrique Capriles ha esercitato il proprio diritto di voto nel corso delle elezioni presidenziali del Venezuela al Colegio Santo Tomás de Villanueva. Poi ha invitato tutti a fare lo stesso.

«Ahora todos a votar, ahora viene la avalancha hasta que cierren los centros de votación».

(«Tutti al voto, tutti, come una valanga, finché non verranno chiusi i seggi»).

Capriles, insomma, ci crede. E ha anche invitato gli elettori a fermarsi nei seggi per controllare che non ci siano brogli: «è un vostro diritto», ha ricordato il candidato della destra venezuelana.

Henrique Capriles: il candidato antichavista

Candidato anti-Chavez alle ultime presidenziali

Con la morte di Hugo Chavez, in Venezuela si apre la corsa alla successione del comandante. Entro 30 giorni saranno indette nuove elezioni presidenziali. Tra i candidati, c'è sicuramente Henrique Capriles Radonski, 40 anni, avvocato e politico venezuelano, governatore dello Stato di Miranda dal 2008. Viene considerato un antichavista, anche perché alle ultime presidenziali è stato l'avversario di Chavez (che ha preso il 54 per cento dei consensi contro il 45 di Capriles).

Capriles è di religione cattolica, figlio di Henrique Capriles Garcia, di ascendenze ebraiche sefardite, e di Monica Cristina Radonski Bochenek, ebrea aschenazita, discendente di una famiglia giudaica russo-polacca sopravvissuta all'Olocausto. Nel 1998, a 26 anni, Capriles entra tra i Deputati con il partito centrista Copei: è il più giovane mai eletto in Venezuela. Tra il 1999 e il 2000 svolge le funzioni di presidente della Camera dei Deputati. La sua brillante carriera politica lo vede per due mandati consecutivi anche sindaco di Baruta, tra il 2000 e il 2008.

Ha fondato e diretto il partito Centro Humanista, Prilero Justicia, rimanendo coordinatore nazionale aggiunto dello stesso fino al 2008. E proprio nel 2008 ha sconfitto Diosdado Cabello, diventando governatore dello stato di Miranda. Tra i suoi cavalli di battaglia, i forti investimenti a favore dell'istruzione. Come detto, nel febbraio del 2012 ha vinto le primarie per l'opposizione, sfidando Chavez, ottenendo 1.900.528 voti, pari al 64,2%. Il 6 giugno 2012 Capriles ha ceduto i suoi poteri al Segretario generale dello Stato Adriano D'Elia, nel rispetto della legge venezuelana sul cumulo dei mandati: chi si presenta per le presidenziali, infatti, non può essere anche governatore.

Capriles si ispira all'ex presidente brasiliano Lula Da Silva, peraltro sostenitore di Chavez in passato e anche alle ultime presidenziali, quelle che avevano visto il leader venezuelano rieletto, ma che poi non l'hanno mai visto governare attivamente a causa della malattia. Secondo la stampa di regime di Cuba, Capriles è appoggiato da sempre dalla Casa Bianca che gli dà consigli per mostrare l'immagine di riformista, democratico e popolare. Barack Obama sarebbe il suo più grande sostenitore. Sempre da Cuba arrivano altre notizie per screditare il leader della destra venezuelana: avrebbe guidato il colpo di stato contro Chavez nel 2002 e l'attacco all'ambasciata cubana a Caracas, sempre in quei giorni di confusione.

Capriles, nei suoi punti programmatici alle ultime presidenziali, aveva chiaramente detto di voler svincolare le politiche economiche e monetarie dal controllo politico e di voler rendere autonoma la Compagnia petrolifera statale venezuelana (Pdvsa). Per quanto riguarda la politica estera, Capriles professa la normalizzazione dei rapporti con gli Stati Uniti, "sulla base del rispetto reciproco e del riconoscimento dell'uguaglianza e della sovranità di ciascun Stato".

Foto | © Getty Images

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