La disoccupazione in Italia? La pagano tutta i giovani


Ogni volta che esce un nuovo dato sulla disoccupazione, peggiore del precedente, il governo commenta "Andiamo meglio della media europea". Ci sono varie ragioni per cui questa affermazione è solo parzialmente vera, alcune delle quali sono state illustrate proprio su queste pagine in un recente articolo.

Al di là dei tecnicismi delle definizioni statistiche, però, c'è un'altra ragione macroscopica per cui dovremmo andare poco fieri della performance del nostro paese: il tasso di disoccupazione giovanile è infatti molto peggiore della media europea, e tra i più alti del continente.

Ad ottobre la proporzione di under 25 alla ricerca di lavoro è stata quasi del 27%, a fronte di una media nell'Unione del 21 circa. Paesi come Germania e Olanda oscillano tra il 7 e il 10, ma anche nuovi arrivati come la Polonia hanno risultati decisamente migliori del nostro

Quel che è peggio è che, mentre gli altri paesi europei prevedono generalmente un sussidio per tutti i disoccupati, dalle nostre parti il perverso sistema di welfare fondato sulla cassa integrazione porta paradossalmente ad escludere proprio quei giovani precari che più ne avrebbero bisogno.

Se il quadro è questo, c'è poco da stupirsi se si scatena un dibattito sulla lettera con cui Celli invita il figlio ad abbandonare il paese. C'è molto da meravigliarsi, invece, di come la Lega Nord possa permettersi di lanciare provocazioni su un falso problema come quello della Cassa Integrazione agli immigrati senza suscitare una rivolta della popolazione giovanile.

Che dovrebbe essere stanca delle distrazioni che le vengono proposte da una politica sempre più populista, e avere urgenza di soluzioni concrete ai propri problemi. Perchè non sono mai stati tanti come oggi.

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