Hugo Chavez, le ombre sul suo decesso

Il dolore collettivo per la morte del Presidente della Repubblica Bolivariana di Venezuela Hugo Chavez, considerato da molti uno degli ultimi revolucionarios viventi, l'ultimo sopravvissuto è Fidel Castro, è palpabile in tutto il Venezuela.

Gli otto chilometri che percorrerà il feretro di Chavez attraverso due ali di folla sterminata nella capitale Caracas, fino al mausoleo fatto costruire dallo stesso Presidente nel 2011 (nel quale riposa l'ispiratore filosofico e morale del chavismo, Simòn Bolivar), mostreranno da un lato l'affetto viscerale di un popolo per il suo leader e dall'altro la potenza della dottrina chavista sui venezuelani (e non solo).

Tuttavia, a poche ore dalla sua morte, cominciano a rincorrersi le prime voci atte a gettare ombre, o forse a screditare, chi può dirlo, sul decesso del Presidente Chavez.

Già il 9 gennaio scorso l'ex-ambasciatore panamense all'OSA (l'Organizzazione degli Stati Americani) Guillermo Cochez aveva accusato il venezuela di occultare la reale situazione sanitaria del Presidente Chavez:

la sua morte cerebrale è stata dichiarata a Cuba il 30 dicembre 2012.

Una teoria paventata pochi giorni fa anche da Polisblog, e ribadita numerose volte negli ultimi due mesi dall'ex-ambasciatore panamense (per dovere di cronaca occorre precisare che lo stesso Cochez è un 'ex' perchè dimissionato dall'OAS dopo un suo sfogo pubblico a gennaio, nel quale ha definito quella venezuelana una democrazia malata).

Accuse rispedite al mittente dal deputato del Partito Socialista Unito del Venezuela (quel PSUV che lo stesso Chavez aveva contribuito a creare nel 2008) Calixto Ortega:

Sappiamo tutti che il Presidente Chavez ha avuto una grave malattia e sta affrontando un delicato recupero: il signor Cochez ha visto Chavez? E' stato per caso a Cuba, o in Venezuela? E' per caso in contatto con la famiglia Chavez? No, sta solo speculando.

Polemiche a parte, l'insistenza con cui Guillermo Cochez batte su questo punto insistentemente da più di due mesi, la morte cerebrale di Hugo Chavez avvenuta il 30 dicembre scorso, merita un'approfondimento più ampio: è stato anche replicato all'ex ambasciatore che le foto pubblicate sul quotidiano del regime castrista Granma dimostrano l'insussistenza delle sue teorie. Tuttavia, lo stesso Cochez sostiene che quelle foto siano false, o quantomeno che non mostrino le reali condizioni di Chavez:

Sfido il governo venezuelano a dimostrare che ciò che affermo è falso mostrando il Presidente Chavez

ha dichiarato Guillermo Cochez il 18 febbraio a NTN24, un network colombiano che copre l'intero continente Americano, Stati Uniti compresi. La provocazione tuttavia va pesata, nonostante l'autorevolezza del personaggio, in quanto è evidente che per il Presidente venezuelano, gravemente malato, era pressocchè impossibile mostrarsi in pubblico senza scatenare il panico generalizzato in Venezuela (quello stesso panico ufficializzato con il lutto nazionale).

Secondo anche alcuni blogger dissidenti, come ad esempio Mesa Redonda Contracomunista, la morte di Hugo Chavez è un evento su cui il governo venezuelano non sta dicendo la verità: la teoria è che il Presidente, la cui morte cerebrale è stata dichiarata a L'Avana, Cuba, il 30 dicembre 2012, sia stato mantenuto in vita grazie alle macchine ma, il 22 febbraio scorso, la pressione mediatica, e l'umano stress, sulla moglie e le figlie del Presidente avrebbero provocato una stretta sui tempi, congiuntamente ad un peggioramento delle condizioni generali del paziente.

Il blogger mostra una fotografia dell'aeroporto di Caracas nella quale si vede l'aereo presidenziale atterrare alle 9:45 del 5 marzo: non ci sarebbe nessuno motivo per cui quell'aereo debba essere in volo senza il Presidente a bordo, se non per farlo tornare in patria.

Il governo avrebbe scelto la data ufficiale della morte di Hugo Chavez per il 5 marzo 2013, così come per Josif Stalin fu il 5 marzo 1953 (esattamente 60 anni prima), dopo numerose riunioni tra Nicolàs Maduro (successore di Chavez) e Diosdado Cabello (Presidente del Parlamento).

Alle 15:05 del 5 marzo sarebbe stato dato l'ordine di staccare i macchinari ed il Presidente si sarebbe spento un'ora e mezza dopo, alle 16:25, a Caracas. Riporta il quotidiano ElUniversal che Chavez aveva fatto espressa richiesta di essere vegliato solo tre ore e di venire sepolto in un piccolo mausoleo nella sua città natale, Sabaneta de Barinas, ma le autorità venezuelane, accortesi che l'opera non era pronta, hanno optato per il mausoleo di Caracas, accanto probabilmente all'ispiratore Simòn Bolivar.

L'accusa rivolta dal successore Maduro, poco velatamente, agli Stati Uniti di avergli inoculato la malattia è, secondo molti analisti, la brutta copia della stessa accusa che Hugo Chavez ha più volte rivolto al fu Impero spagnolo, chiedendo un'inchiesta storica sulla morte di Simòn Bolivar, e dimostrerebbe la chiave propagandistica della morte del Presidente.

Negli ultimi due mesi Maduro ha più volte rivolto appelli ai venezuelani, ed ai sudamericani in generale, di informarsi sulla salute di Chavez solo tramite i canali ufficiali, visto che era in atto un'attacco mediatico fascista per destabilizzare la politica venezuelana.

Una parziale risposta all'enigma potrebbe venire dal maestro d'imbalsamazione italiano Massimo Signoracci (che, tra i 1500 corpi imbalsamati, annovera quello di Papa Giovanni Paolo II), avvistato a Cuba nello scorso mese di gennaio, ma al momento ci è stato impossibile metterci in contatto con lui.

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