È morto Giuliano "Nano" Bignasca, il "Bossi del Canton Ticino"


È deceduto nella notte a 67 anni Giuliano Bignasca, detto "nano", politico molto noto in Svizzera e nel Nord Italia, leader della Lega dei ticinesi, movimento da lui stesso fondato negli anni '90 dopo il successo della Lega Nord, e per questo ribattezzato "il Bossi del Canton Ticino". Ieri sera aveva partecipato a una riunione del partito, ma si era sentito male. Dopo essere stato visitato in ospedale e poi dimesso, nella notte la situazione è peggiorata.

Personaggio ruvido e appariscente, dopo aver lavorato in gioventù come scalpellino e come calciatore, apre insieme al fratello un'attività di costruzioni. All'inizio degli anni '90 apre un settimanale gratuito che fa scalpore per il linguaggio sopra le righe con cui affronta i temi di attualità. In quello stesso periodo, folgorato dai successi elettorali ottenuti dalla Lega Nord di Bossi in Italia, fonda la Lega dei Ticinesi, movimento populista caratterizzato dai toni xenofobi e protezionisti nei confronti del Canton Ticino e da un atteggiamento molto critico nei confronti del governo svizzero. Nel corso degli anni, l'atteggiamento da "sindacato del territorio" assume anche contorni anti-italiani.

In particolare, Bignasca si pronuncia a favore di una regolamentazione del numero dei "frontalieri" ovvero degli italiani che giornalmente si recano a lavorare in Svizzera. Nel 2011 era riuscito per un anno a bloccare le tasse sulle buste paga dei frontalieri, che il governo svizzero deve girare al'Italia. Si è sempre schierato contro lo scudo fiscale voluto da Giulio Tremonti, da lui ribattezzato "fascetto Giulio". Un'altra battaglia che ha fatto scalpore è stata quella contro i "neri in nazionale", riferita ai giocatori naturalizzati che hanno vestito la maglia della nazionale svizzera. Ha subito anche diverse condanne: una per detenzione di stupefacenti, un'altra per aver impiegato manodopera illegale, e ancora per aver messo una "taglia" sugli autovelox.

La Lega dei Ticinesi ha ottenuto nel corso degli anni anche un discreto successo politico, che l'hanno portata nel 2011 a essere il primo partito del Cantone. Bignasca ha sempre intrattenuto rapporti molto cordiali con la Lega Nord e il suo fondatore Umberto Bossi: nel 2005 ha invitato il Senatùr a tenere un discorso a Lugano nell'ultima dimora di Carlo Cattaneo, mentre nel 2006 ha stipulato un patto di gemellaggio tra la "Lega dei leghisti Ticinesi" e il "Movimento dei Giovani Padani" di Lecco.

Foto via Facebook

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