Unipol: Berlusconi condannato. Per Longo la sentenza potrebbe essere annullata

13.00: l'avvocato di Silvio Berlusconi ha sostenuto anche la possibilità che la sentenza venga annullata. In che modo? Semplice: la difesa ha presentato un'istanza di ricusazione nei confronti del giudice Maria Teresa Guadagnino. L'istanza, già bocciata dalla Corte d'appello di Milano, è passata in Cassazione, dove i legali del Cav hanno fatto ricorso. Qualora la cassazione desse ragione al team di avvocati, l'esito potrebbe essere quello vagheggiato da Longo.

12.45: Piero Longo, avvocato di Berlusconi, commenta così:

«Non sono sorpreso perché essendo a Milano è questo il trattamento riservato a Berlusconi»

E ancora:

«Credo che sia la prima volta che in Italia si viene condannati per violazione del segreto d'ufficio».

Silvio Berlusconi

Un anno di reclusione a Silvio Berlusconi per il caso Unipol: questa la sentenza di condanna emessa per il leader del Pdl, nell'ambito dell'inchiesta che riguarda la pubblicazione della conversazione telefonica intercettata fra Fassino e Consorte.

Il fratello dell'ex premier, Paolo Berlusconi, è stato condannato invece a due anni e tre mesi.

L'accusa era distinta. Il Cav doveva rispondere di rivelazione di segreto d'ufficio. Il fratello, invece, per concorso in rivelazione di Due anni e tre mesi sono stati inflitti a Paolo Berlusconi. L'ex premier era chiamato a rispondere dell'accusa di concorso in rivelazione di segreto d'ufficio. Il fratello, invece, per rivelazione di segreto d'ufficio.

Sempre Paolo Berlusconi è stato invece assolto dalle accuse di ricettazione e millantato credito.

Il Caso Unipol, con la pubblicazione, il 31 dicembre 2005, da parte de Il Giornale, dello stralcio di un'intercettazione fra Piero Fassino e il manager della banca Giovanni Consorte, aveva generato una specie di terremoto politico nella nascente Unione.

Nella conversazione, Fassino chiedeva a Consorte:

«E allora siamo padroni di una banca?»

La cosa non costituiva reato, ovviamente, ma era clamorosamente inopportuna dal punto di vista politico (anche perchè il vizietto del centrosinistra di infilarsi nelle banche e nelle fondazioni che le gestiscono genera "mostri" come il caso-MPS).

Era reato, invece, pubblicare quelle intercettazioni.

La ricostruzione degli eventi aveva portato ad indagare Paolo Berlusconi anche per ricettazione, e aveva fatto aprire un procedimento penale anche sullo stesso Silvio Berlusconi.

Oggi la condanna. La quarta sezione penale del Tribunale di Milano ha disposto anche un risarcimento a carico dei fratelli Berlusconi di 80mila euro a favore di Fassino, che nel processo si era costituito parte civile (oltre a 10mila euro come rimborso delle spese legali).

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