Nasce il nuovo (o vecchio) minestrone comunista: Federazione di sinistra


Ogni tanto qualche notizia viene fuori dalla galassia comunista. Dopo la tragica esclusione dal Parlamento del 2008 i comunisti duri e puri hanno perso sempre di più importanza nel panorama politico italiano. A parte qualche uscita demagogica e un po' di antiberlusconismo per farsi sentire, raramente si sentono novità rilevanti dalla sinistra estrema.

Ma ora è il momento della nascita (o rinascita) di un'aggregazione di partiti: Federazione della Sinistra. Ne fanno parte Prc-Se di Paolo Ferrero, Pdci di Oliviero Diliberto, 'Socialismo 2000' di Salvi e 'Lavoro e Solidarieta'' di Patta. A parte gli ultimi 2 movimenti che sulla carta non hanno manco mezzo voto, in pratica si può dire che si chiude definitivamente la divisione tra i comunisti più radicali. Le parole d'ordine sono sempre le stesse

È tempo di smetterla con le divisioni a sinistra. Parte un processo costituente aperto a tutti. In piazza al No B day ci saremo, con le nostre bandiere. Non temiamo la concorrenza di Di Pietro. Abbiamo solo paura di quando la sinistra non c'è, siamo ben contenti quando c'è sovraffollamento, pensiamo che se si radicalizza l'opposizione è un bene. Escludere i comunisti dalle istituzioni significa escludere tutti quegli italiani che sono contro la guerra


Insomma i soliti slogan con una venatura più antiberlusconiana che va di moda in questo periodo. Il congresso fondativo del nuovo partito che intende dare una rappresentanza a tutti gli elettori che non hanno mai ripudiato il simbolo storico del comunismo ci sarà nel 2010.

Torna quindi l'unità della sinistra radicale che cercherà di ottenere più decimali delle altre numerose sigle rosse e di sinistra che si contendono lo stesso elettorato nostalgico.

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