Beppe Grillo attacca i giornalisti e lancia le sua riforma della tv


Diciamo subito che Beppe Grillo non ha tutti i torti a essere arrabbiato con le televisioni, vista l'assurda intervista andata in scena a 'Pomeriggio 5' di Barbara D'Urso, in cui un pseudo attivista del Movimento 5 Stelle (che si era iscritto al Meetup il 25 febbraio, due settimane fa) è stato intervistato come se avesse voce in capitolo per parlare a nome dell'intero partito. Un personaggio che tra l'altro farebbe passare la voglia di votare M5S anche a Casaleggio.

Ma questo è il pretesto (probabilmente) che porta Grillo a lanciarsi in una sfuriata contro l'intera classe dei giornalisti (in particolare televisivi) in un post sul suo blog:

Il loro obiettivo è, con voce suadente, sbranare pubblicamente ogni simpatizzante o eletto del M5S e dimostrare al pubblico a casa che l'intervistato è, nell'ordine, ignorante, impreparato, fuori dalla realtà, sbracato, ingenuo, incapace di intendere e di volere, inaffidabile, incompetente. Oppure va dimostrato il teorema che l'intervistato è vicino al pdmenoelle, governativo, ribelle alla linea sconclusionata di Grillo, assennato, bersaniano. In entrambi i casi, il conduttore si succhia come un ghiacciolo il movimentista a cinque stelle, vero o presunto (più spesso presunto), lo mastica come una gomma americana e poi lo sputa, soddisfatto del suo lavoro di sputtanamento. E' pagato per quello dai partiti.



Ed è questo pensiero a essere alla radice della decisione di Grillo di vietare a qualunque attivista, candidato, consigliere, ecc. di partecipare a talk show di qualsiasi canale e conduttore: evitare che lo sputtanamento e lo sbranamento possa essere messo in pratica. Ma il blogger continua:

L'accanimento delle televisioni nei confronti del M5S ha raggiunto limiti mai visti nella storia repubblicana, è qualcosa di sconvolgente, di morboso, di malato, di mostruoso, che sta sfuggendo forse al controllo dei mandanti, come si è visto nel folle assalto all'albergo Universo a Roma dove si sono incontrati lunedì scorso i neo parlamentari del M5S. Scene da delirio. Questa non è più informazione, ma una forma di vilipendio continuato, di diffamazione, di attacco, anche fisico, a una nuova forza politica incorrotta e pacifica.

Forse c'è un filo di paranoia - che un po' ricorda quello di Silvio Berlusconi e del "tutti i giornali sono di sinistra" -, perché più che altro è l'attenzione nei confronti di Grillo a essere morbosa e malata, non l'accanimento (altra parola di berlusconiana memoria). Ed è questo che poi porta alle scene assurde che si sono viste lunedì scorso. Ma comunque - secondo il comico - la soluzione a tutto questo c'è, ed è la riforma delle tv targata 5 Stelle.

Le televisioni sono in mano ai partiti, questa è un'anomalia da rimuovere al più presto. Le Sette Sorellastre televisive non fanno informazione, ma propaganda. E' indispensabile creare una sola televisione pubblica, senza alcun legame con i partiti e con la politica e senza pubblicità. Le due rimanenti possono essere vendute al mercato. E' necessario rivedere anche i contratti di concessione per le televisioni private e definire un codice deontologico al quale devono attenersi.

Togliere i partiti dalla Rai è qualcosa tutti vorremmo, e anche un canale senza pubblicità non farebbe schifo a nessuno, soprattutto perché lo libererebbe dalla schiavitù dell'auditel. Ma non è così che l'M5S si libererà dall'assedio dei giornalisti, perché non c'è nessun complotto telegiornalistico contro di loro (Barbara D'Urso permettendo), ma solo un attenzione esasperata verso un fenomeno che ha surclassato per successo e interesse anche la Lega Nord degli esordi.

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