Caschi blu filippini ostaggio in Siria, fonti ribelli assicurano che non sarà fatto loro alcun male


Sarebbero circa una ventina i caschi blu catturati e tenuti in ostaggio dagli insorti siriani nella piana di Golan, nel sud tra la Siria ed Israele. Impegnati, secondo le dichiarazioni di un portavoce dell'ONU riportate da Le Monde, in un'ordinaria missione di approvvigionamento nei pressi di un avamposto della Fnuod, meglio conosciuta sotto il nome di UNDOF, la Forza di Disimpegno degli Osservatori delle Nazioni Unite, creata nel lontano 1974 per supervisionare il disimpegno delle truppe siriane ed israeliane al confine tra le due nazioni, evacuato dopo i violenti scontri della la settimana scorsa.
Per il quotidiano le Figaro sembrerebbe, a voler seguire l'Osservatorio Siriano dei Diritti dell'Uomo (OSDH), ONG che gode di una larga rete di volontari e medici impegnati sul campo, che si tratti di osservatori di nazionalità filippina, detenuti da ribelli che assicurano (per bocca di un oppositore siriano citato dal quotidiano francese) che non verrà fatto loro alcun male, ma che non saranno liberati fino a che gli uomini di del regime di Bachar al Assad non si saranno ritirati dal settore.
Sempre su Le Figaro Rami Abdelrahman de l'OSDH, riporta le considerazioni di uno dei portavoce della brigata dei "Martiri di Yarmouk", secondo il quale gli osservatori sarebbero trattenuti in veste di "invitati" nel villaggio di Djamla, a circa un chilometro e mezzo dalla linea del cessate-il-fuoco con Israele.

Photo by MICHELE SIBILONI/AFP/GettyImages.

Via | lefigaro.fr/flash-actu

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