Silvio Berlusconi sul caso BNL - Unipol: "E' impossibile tollerare una simile persecuzione giudiziaria"

Silvio Berlusconi ha commentato, con una lettera aperta, la condanna ad un anno di reclusione per rivelazione di segreto d'ufficio per quanto riguarda il processo BNL - Unipol. La vicenda risale al 2005, quando le intercettazioni riguardanti una conversazione tra Piero Fassino, all'epoca segretario dei Democratici di Sinistra, e Giovanni Consorte, numero uno di Unipol, furono pubblicate da Il Giornale.

Con questa lettera, Berlusconi lamenta un trattamento non uniforme, soprattutto quando l'oggetto di altre intercettazioni coperte da segreto istruttorio, in altre occasioni, è stato lui:

La sentenza del Tribunale di Milano sulla vicenda Unipol comprova quanto sostengo da sempre: sono stato oggetto di migliaia di articoli di giornali e di trasmissioni televisive che hanno propagato ogni e qualsivoglia notizia di indagine sia coperta da segreto sia con divieto di pubblicazione. Ho presentato decine di denunce in merito e mai e poi mai si è arrivati ad un processo. In un caso hanno addirittura smarrito il fascicolo con la mia denuncia.

Berlusconi ha smentito di aver avuto un ruolo attivo alla pubblicazione delle intercettazioni sul quotidiano di proprietà del fratello Paolo, anche lui condannato a due anni e tre mesi:

E per la pubblicazione su un giornale non controllato in alcun modo da me, senza neppure portare a processo il direttore responsabile dell'epoca, mi si condanna perché avrei prima della pubblicazione ascoltato la intercettazione in oggetto. Mai l'ho ascoltata ma anche se l'avessi ascoltata, e non è vero, tutti hanno escluso che vi sia mai stata una mia compartecipazione a tale pubblicazione.

Berlusconi ha terminato la lettera, ribadendo il presunto accanimento della magistratura nei suoi confronti e invocando una riforma della giustizia:

E' davvero impossibile tollerare una simile persecuzione giudiziaria che dura da vent`anni e che si ravviva ogni qual volta vi sono momenti particolarmente complessi nella vita politica del Paese. Soltanto una vera e completa riforma della giustizia potrà consentire che ai cittadini italiani non accada ciò che continuamente accade a me da 20 anni e che continuerà ad accadere, poichè sono ben conscio che anche nei prossimi appuntamenti giudiziari non vi sarà spazio per le doverose assoluzioni che dovrebbero essere pronunciate nei miei confronti e che solo in Corte di Cassazione sarà possibile, come accaduto puntualmente ieri, ottenere giustizia.

Foto | © Getty Images

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