Ecco il "No B day". Ma al Cav. non torce un capello. Cercasi alternativa

Il “No Berlusconi Day” organizzato oggi a Roma dalla rete, è manifestazione legittima e rispettabile. Altra cosa è valutarne l’impatto politico. La domanda è una sola: cui prodest?

Al premier e al suo Governo gli oltre 300 mila di Piazza San Giovanni non torceranno un capello. Si rischia invece l’ennesimo boomerang nella sinistra e nell’opposizione.

Il “solito” Pd resta nella tenaglia dell’ambiguità con il segretario Bersani, novello Ponzio Pilato, che di fatto dice ai suoi, dirigenti e militanti: “fate quel cazzo che vi pare”.

L’altra sinistra, quella defenestrata dalle sedi parlamentari dalla mannaia del Porcellum, cerca di ritrovarsi nel suo luogo d’origine (la piazza, la protesta, il no) e lanciare un segnale: “ci siamo ancora”.

Infine l’Idv, con la solita furbata di Di Pietro che mette il cappello su roba non sua, per prendersi tutta la scena e rubacchiare qualche altro voto all’alleato/nemico Pd, non certo al Pdl del Cav.

Evidentemente non ci sono solo due modi diversi di intendere e fare opposizione. L’altra sinistra resta interlocutore essenziale per il Pd o il partito di Bersani teme di contaminarsi e quindi si smarca allontanandosi più che può?

Insomma, se questo è il quadro, non sarà la piazza a dare la spallata a Berlusconi. L’idea “miracolistica” non paga, perché minoritaria e velleitaristica: anzi di più, rischia di estendere il consenso del Premier e ricompattare il Pdl in tilt.

La sostanza è che manca nel Pd e nella sinistra la credibilità. Non c’è una vera alternativa politica (contenuti e alleanze) a Berlusconi e al berlusconismo. Alternativa che non può venire dalla piazza.

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